I diari della motocicletta – Statale 862, il Senja e i suoi fiordi

I diari della motocicletta – Statale 862, il Senja e i suoi fiordi

Il sole che c'era a Tromso alla nostra partenza ce lo siamo ben presto persi per strada. A tratti scendeva la nebbia o volava bassa poco al di sopra delle nostre teste cambiando completamente il paesaggio.

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Giorno 13

Il sole che c’era a Tromso alla nostra partenza ce lo siamo ben presto persi per strada. A tratti scendeva la nebbia o volava bassa poco al di sopra delle nostre teste cambiando completamente il paesaggio.

Un’atmosfera surreale, malinconica e quasi spettrale è quella che ci siamo ritrovati a vivere percorrendo la strada verso l’isola di Senja. Quando siamo arrivati con un’ora di anticipo al piccolo molo di Brensolhmen c’eravamo solo noi. La nebbia saturava tutto e alimentava la nostra perplessità sulla scelta di dirigerci ancora una volta verso una fredda isola del nord.

Destinazione Andenes con obiettivo l’avvistamento delle balene. Di certo per ora c’erano solo i chilometri di strada e due traghetti da prendere che nei weekend riducono inoltre il numero di tratte aumentando così i tempi di attesa.

In attimi fugaci di cielo libero ci siamo meravigliati della bellezza di questo territorio e abbiamo poi capito perché Senja sia conosciuta come le “dita del Diavolo”. Catene montuose dalle cime aguzze si susseguono e sovrappongono creando un paesaggio capace di stupire. A questa bellezza della terra si aggiunge il mare dalle acque verdi limpidissime e ti ritrovi a vivere dentro a delle cartoline.

Il nostro percorso ha attraversato Ersfjord, Mefjord e Steinfjord comprendendo la strada turistica nazionale che li attraversa. Una volta a bordo del traghetto il freddo e la stanchezza hanno fatto sì che ci addormentassimo.

Arrivati sull’isola di Andoya la nebbia che tutto nasconde ci aspettava restringendo il nostro campo visivo. Sembrava inverno, sembrava assurdo. Poche case, le persone in strada una rarità, esercizi commerciali anche qui chiusi. Siamo andati diretti al faro dell’isola, ci hanno detto che il Museo dei Cetacei organizza whalesafari dall’avvistamento assicurato, così prenotiamo la nostra uscita per domani.

Proviamo a raggiungere la spiaggia, bianca corallina e dall’acqua trasparente ma il forte odore di mare ci desiste dal trattenerci lì. Risaliamo in moto e ci dirigiamo all’albergo, forse è meglio recuperare un po’ di energie e di ore di sonno arretrato e ricaricarci per vivere anche domani un altro giorno d’estate artica.