I diari della motocicletta – L’incantesimo artico a Tromso

I diari della motocicletta – L’incantesimo artico a Tromso

307 chilometri su strada, due traghetti e 6 ore di avventura. Dalla cittadina con il nome impronunciabile di Hongajoksetra, vicino Alta, attraverso le montagne artiche.

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Giorno 11
307 chilometri su strada, due traghetti e 6 ore di avventura. Dalla cittadina con il nome impronunciabile di Hongajoksetra, vicino Alta, attraverso le montagne artiche.

Alte, non esageratamente, ma imponenti. Massicce, di pietra scura che con il capolino dei raggi solari diventa lastra lucida, quasi d’argento. Arbusti, verdi muschi e licheni, macchie di fiori fucsia.

Anche qui fieno fresco arrotolato. Tornano in mente le colline della Maremma e i 40 gradi di un giro in moto ad agosto dalle nostre parti. Sale un attimo la nostalgia di casa e la tentazione di fare paragoni su dove si vivrebbe meglio.

Quando la strada percorre poi la costa l’odore salmastro del mare, fatto di alghe e di molluschi, ti trova impreparato. La natura, come la vita, riesce sempre a sorprenderti, come se ti svegliassi da un sonno esperienziale. Il tuo mondo e le tue personali teorie ingenue di come esso sia e di come funzioni cadono al primo soffio di vento.

Con trepidazione speriamo di imbatterci in un alce; ci avevano detto di averlo avvistato da questi parti, la sua presenza è segnalata anche nei cartelli stradali, ma di lui nessuna traccia purtroppo o per fortuna in termini di pericolosità dell’incontro su strada.

L’aria è fredda. Le soste sono forzatamente quelle di attesa ai porti per gli imbarchi. Le traversate sono piuttosto rapide, il biglietto si fa a bordo, la moto all’occorrenza la leghi tu, se vuoi resti pure in macchina. Tutto gestito in maniera fluida, silenziosa e responsabile.

In prossimità dell’arrivo a Tromso, una città con lo stesso numero di abitanti di Viterbo, ti sale stupore e meraviglia, per la sua spettacolarità. Un chilometro di ponte collega due terre, sospeso e imponente. I profili delle montagne ancora innevate sono la cornice. Una cattedrale moderna a mo di gigante tenda Sami guarda il cuore della città al di là del ponte. È un puro spettacolo per gli occhi questo connubio perfetto di natura e ingegneria umana.

Percorrerlo è entrare nella perfezione, è sentirti nel posto giusto perché sai di essere arrivato qui per viverlo.

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