I diari della motocicletta – Le Gloppedalsura Scree e una (brutta) sorpresa

I diari della motocicletta – Le Gloppedalsura Scree e una (brutta) sorpresa

Ripartiamo da Stavanger con in programma 4 ore di strada sperduta tra i boschi della Norvegia del sud con l'obiettivo di arrivare ad Oslo in due giorni di viaggio con tappa a Dalen, per spezzare il lungo percorso.

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Giorno 29, 30 e 31

Ripartiamo da Stavanger con in programma 4 ore di strada sperduta tra i boschi della Norvegia del sud con l’obiettivo di arrivare ad Oslo in due giorni di viaggio con tappa a Dalen, per spezzare il lungo percorso.

Abituarsi alla sedentarietà con i quattro giorni a Stavanger è stato facile, ma era arrivato il momento di rientrare nel mood “travellers”. Ci rendiamo conto che in soli 6 giorni siamo arrivati a Nordkapp salendo per la Svezia e in 22 giorni di discesa dalla Norvegia ancora ci troviamo qui. Quando amici e parenti iniziano a chiederti quando tornerai la nostalgia sale e si aggiunge a quella che chiunque proverebbe dopo 28 giorni fuori casa.

Si parte in tarda mattinata con quella adrenalina da partenza che ha contraddistinto ogni singolo giorno e tappa di questo fantastico viaggio. Così ci ritroviamo ad attraversare le Gloppedalsura Scree, un’area dove una valanga di massi si è accatastata creando una morena finale dando forma a uno spettacolo indescrivibile. Purtroppo questo percorso non ci avrebbe riservato solo cose belle.

Non facciamo più di 70 chilometri di sali e scendi, curve, laghi e paesaggi da film, quando ha inizio l’incubo.
Sentiamo la moto singhiozzare, ci fermiamo, controlliamo tutto, nulla, ripartiamo.

Qualche altro chilometro e si ripresenta il problema, la moto sembra non avere la forza di avanzare. Questa volta ci accorgiamo che il problema sembra grave: una marmitta fuma (a motore spento…) come se da lì a poco avrebbe preso fuoco, mentre dall’altra cola letteralmente olio e benzina incombusti. 

Ci rendiamo conto di trovarci nel bel mezzo dei monti norvegesi e lontano da tutto. Nemmeno Google maps riesce a dirci dove siamo. Decidiamo di andare ancora un po’ avanti, con la speranza di incontrare qualcuno che ci possa aiutare quando spunta, qualche chilometro oltre, un’area di servizio con un meccanico di motoslitte. Ad attenderci un lunghissimo estenuante pomeriggio di tentativi falliti per rimettere su strada la Poderosa, la rassegnazione, l’attivazione in notturna di una richiesta di intervento stradale.

Nonostante ci ritroviamo in un località così remota in meno di 24 ore la moto viene portata a 170 chilometri da lì e il giorno dopo grazie ad Adolf -il meccanico di Kristiansand- il problema viene risolto. In sintesi, il sistema d’allarme era il male da estirpare. Credevamo di aver risolto il problema quando se ne presenta un altro, ma non meccanico, questa volta si tratta di un problema di fiducia del manager dell’officina. Tiene in scacco le chiavi della moto chiedendo in cambio prove di avvenuto accredito bancario del nostro bonifico.

La prospettiva di restare ancora 4 o 5 giorni ad attendere e a piedi, perdere la nave per la Danimarca, perdere il treno a Düsseldorf, e tornare a casa con una settimana di ritardo si configura come una potenziale condanna ingiusta.

Per nostra fortuna a 20 minuti dall’imbarco della nave un dipendente della nostra banca in Italia risolve il problema con una telefonata e una mail rigorosamente in inglese. Ovunque si vada è normale e si mette in conto già in partenza che può accadere qualsiasi cosa, ma non nascondiamo che quelli sono stati tra i peggiori momenti della nostra vita.

Risolti ormai i “due problemi” si riparte in direzione delle terre danesi per Hirtshals, Jutland del Nord, dove ci auguriamo di incontrare il clima mite dell’Europa centrale, con la speranza che le brutte sorprese decidano di rimanere in Norvegia.

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