Guida rapida alle elezioni di Tarquinia, ecco lo spiegone: tutto in 5 minuti

Guida rapida alle elezioni di Tarquinia, ecco lo spiegone: tutto in 5 minuti

Chi sono i candidati, chi li sostiene, che fine hanno fatto i partiti e (soprattutto) chi vincerà

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Chi sono i candidati a Tarquinia per le elezioni del 2017, chi li sostiene, che fine hanno fatto i partiti e (soprattutto) chi vincerà: ecco una guida rapida per capire le elezioni di Tarquinia. Vi spieghiamo qui che significato hanno queste elezioni, chi e quanti sono i candidati in lizza, chi può vincere e come, quali sono i partiti in gioco e quali altri si sono buttati nella mischia inserendo propri candidati in liste civiche. Le elezioni comunali a Tarquinia si svolgeranno domenica 11 gennaio in una unica giornata, dalle 7 alle 23. Le elezioni si terranno anche a Ronciglione, Barbarano Romano, Capranica, Castel Sant’Elia, Latera e Montalto di Castro. Tarquinia è il Comune più popoloso tra quelli che andranno al voto. Ha più di 15.000 abitanti e dunque potrebbe esserci il ballottaggio, che sembra essere quasi scontato. Ma ci arriveremo.

Per consultare i risultati delle elezioni di Tarquinia clicca qui.

 

• Partiamo dai numeri
• I candidati sindaco di Tarquinia
• Le previsioni: chi vince?
• Gli scenari
• Lo storico
• Cosa fanno i partiti
• Come si vota

 

Partiamo dai numeri

Sono 6 i candidati alla carica di Sindaco, due di questi hanno una sola lista che li appoggia, mentre gli altri più di una. Un paio di candidati ne hanno 4, per un totale di 16 liste e 251 persone pronte a sedersi in uno dei 16 seggi del Consiglio comunale. Tarquinia ha circa 13.000 elettori, ciò significa che quasi il 2% dei cittadini è in lizza. Più di quanto avvenne a Viterbo nel 2013, quando i candidati erano 600. Durante le scorse elezioni, vinte da Mauro Mazzola al primo turno con il 50,76%, le liste erano 14, mentre i candidati sindaco erano 7.

 

Chi sono i candidati sindaco di Tarquinia

Isabella Alessandrucci. Si è candidata con la lista “Una primavera per Tarquinia”, movimento considerato vicino, dal punto di vista ideologico, al Movimento 5 Stelle. Il coordinatore del movimento è Cesare Celletti, il primo consigliere pentastellato della Tuscia eletto proprio a Tarquinia nel 2012, dimessosi dal Consiglio e dal Movimento nel 2014. Celletti è anche candidato per il ruolo di consigliere. Qui il programma.

Renato Bacciardi. Ex candidato sindaco dell’Udc nel 2002 (prese circa il 5%), vicesindaco di Mauro Mazzola per grande parte della consiliatura che sta scadendo, è il candidato di Moderati e Riformisti, Lista Bacciardi, Tarquinia Bene Comune e Passione Tarquinia. È sostenuto anche da mezza Forza Italia, quella che fa capo al coordinatore provinciale Bacocco e all’ex consigliere regionale Francesco Battistoni. Qui il programma.

Ernesto Cesarini. Candidato del Movimento 5 Stelle è alla sua seconda candidatura. Nel 2012 si candidò con la lista civica Spazio Aperto e ottenne circa il 5% dei voti, pochi meno di quelli dei grillini. Cesarini ha già annunciato la giunta che nominerà qualora vincesse le elezioni. Qui il programma.

Pietro Mencarini. È il candidato indipendente di una parte del centrodestra. Ha il sostegno della lista Mencarini Sindaco, Idea e Sviluppo e Lista Rinnova. Mencarini ha il sostegno di Noi con Salvini e dei Mariniani di Forza Italia. Qui il programma.

Gianni Moscherini. L’ex sindaco di Civitavecchia è stato uno dei primi a candidarsi a Tarquinia. Porta con sè quattro liste civiche: Il cantiere della nuova politica, Moscherini Sindaco, Rinascimento, Lavoro-Commercio-Turismo. È considerato uomo di destra, e con lui c’è informalmente Fratelli d’Italia. Ha anche il sostegno di Vittorio Sgarbi. Sì, proprio lui. Qui il programma.

Anselmo Ranucci. Assessore della giunta uscente di Mauro Mazzola, ha tre liste a sostegno: SiAmo Tarquinia, Partito Democratico e Impegno Sociale. È l’unico candidato uscito dalle primarie, ormai lo strumento che sembra essere più di moda nel panorama politico locale. Qui il programma.

 

Le previsioni: chi vince?

Le previsioni sono quanto mai difficili da fare, ma si possono azzardare alcune letture della situazione politica. Innanzitutto è difficile che si possa eleggere il sindaco già domenica. Storicamente Tarquinia tende al centrosinistra, ma la spaccatura tra PD e MoRi si fatto impedirà l’elezione del sindaco al primo turno, mandando tutto al ballottaggio e quindi creando una situazione di grande incertezza. Il Partito Democratico da solo dovrebbe valere circa il 30% dei voti e potrebbe portare la coalizione vicina al 38\40%. È più o meno la quota presa dal Sì al referendum del 4 dicembre scorso, ed è comunque una stima che riteniamo essere generosa, dato che è un dato superiore a quello delle comunali di 5 anni fa quando prese il 28%.

Se sembra scontato pensare a Ranucci come a uno dei due candidati che andranno al ballottaggio, non è altrettanto facile individuare il possibile sfidante. Il Movimento 5 Stelle sembra essere abbastanza forte: a Tarquinia ha eletto un consigliere comunale e un consigliere regionale, nel 2012 prese appena il 5%, ma se si sommano le liste di Cesarini (un altro 5%), che era indipendente, e quella di Marzia Marzoli, oggi annunciata come assessore da Cesarini e nel 2012 candidata indipendente che prese il 3%, si ha la misura del potenziale. Che da 5 anni è considerato in crescita. I 5 Stelle pagano però la presenza della candidatura di Isabella Alessandrucci e dell’ex Cesare Celletti. Sembra davvero difficile pensare che possano superare l’expolit delle regionali del 2013, quando presero quasi il 27%.

Si giocano il posto al ballottaggio anche Pietro Mencarini, Renato Bacciardi e più dietro Gianni Moscherini. Il centrodestra, presente con tre candidati potrebbe dunque rimanere fuori dal ballottaggio pagando a caro prezzo lo spezzatino. Mencarini è un personaggio molto stimato in città, ma la spaccatura del centrodestra sembra essere troppo per tutti. Bacciardi ha dalla sua i MoRi che a sostegno di Mazzola nel 2012 presero il 10% ed difficile immaginare che possano andare molto oltre quel risultato. Ma queste sono solo speculazioni. Moscherini invece è una incognita.

Isabella Alessandrucci infine da qualche giorno contrasta l’idea del “voto utile”. Probabilmente ha subodorato che la partita per la sua lista è troppo in salita? Si vedrà. Probabilmente potrebbe pagare il fatto di avere una sola lista a sostegno.

 

Gli scenari

Se qualcuno dovesse vincere al primo turno, al 90% sarebbe Anselmo Ranucci, ma è difficile immaginarlo. Noi non ci scommetteremmo un euro.

Al ballottaggio è tutto molto più complesso. Se dovesse entrare il Movimento 5 Stelle sarebbe dura per tutti: la tendenza in tutta Italia li vede spesso infatti vincenti nel confronto a due. Varebbe lo stesso discorso con un ballottaggio tra 5 Stelle e uno dei candidati di centrodestra.

Nel caso di ballottaggio di un candidato di Centrodestra (Mencarini, Moscherini o Bacciardi) e Centrosinistra la partita si riapre completamente. L’incognita sarebbe data dall’elettorato dei 5 Stelle e l’unione degli elettori del Centrodestra potrebbe mettere in difficoltà Anselmo Ranucci.

 

Lo storico

Nelle ultime 3 elezioni, solo una volta si è andati al ballottaggio. Nel 2002 vinse Alessandro Giulivi, Centrodestra; nel 2007 vinse Mauro Mazzola (Centrosinistra) al ballottaggio; nel 2012 vinse ancora Mauro Mazzola, al primo turno grazie a un pugno di voti in più rispetto al 50%. Chiuse al 50,7%.

 

La scomparsa dei partiti: ecco cosa faranno

Dal 2012 al 2017 i simboli dei partiti alle elezioni passano da 6 a 2. Nel 2012 si erano presentati il Partito Democratico, il Pdl, l’Udc, il Movimento per le Autonomie, Fiamma Tricolore e il Movimento 5 Stelle. Oggi ci sono solamente Pd e grillini.

 
Cosa fanno gli altri partiti

Se il Pd e il Movimento 5 Stelle è chiaro cosa votino, avendo delle proprie liste a sostegno rispettivamente di Anselmo Ranucci ed Ernesto Cesarini, non è così chiaro cosa dicano di fare gli altri partiti. Gli elettori di centrodestra sembrano orfani che devono districarsi tra una marea di liste civiche all’interno delle quali sono “nascosti” i vari candidati dei vari partiti.

Forza Italia è spaccata in due. Mezzo partito sostiene Renato Bacciardi nella grande operazione di alleanza centrista con i MoRi; l’altro mezzo sostiene Pietro Mencarini.

Noi con Salvini sostiene Pietro Mencarini.

Candidati di Fratelli d’Italia si trovano invece nella lista di Gianni Moscherini.

La sinistra invece non si è presentata. Alcuni candidati del 2012 sono sparsi in varie liste.

 

Come si vota

Si può:
– votare solamente il candidato sindaco preferito, in questo caso il voto viene attribuito solamente a lui\lei e non alle liste che lo sostengono
– votare solamente segnando una delle liste collegate al candidato sindaco: in questo caso il voto viene attribuito sia alla lista che al candidato sindaco. A fianco alla lista scelta si può esprimere la preferenza per uno o due dei candidati al Consiglio di quella stessa lista. Bisogna scrivere il Cognome. Nel caso se ne indicassero due devono essere di sesso diverso.
– votare mettendo una X sia sul candidato sindaco che su una delle liste collegate allo stesso candidato sindaco: anche in questo caso il voto viene attribuito sia alla lista che al candidato sindaco. La regola per le preferenze è la stessa.
– è possibile tracciare un segno su un candidato sindaco e un altro su una lista che sostiene un altro candidato sindaco: il voto così viene attribuito sia al candidato sindaco scelto e alla lista scelta. È ciò che si definisce voto disgiunto. Anche in questo caso si può mettere la preferenza per uno o due candidati al Consiglio.

Se nessun candidato sindaco ottiene più del 50% dei voti, i due più votati andranno al ballottaggio del 25 giugno. In quell’occasione vincerà chi prende più voti.

Lo spoglio comincerà subito dopo la chiusura dei seggi, prevista alle 23.

 

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