Graffignano: Panunzi sollecita una indagine, “Cento passi per” propone un fondo per la caratterizzazione

Graffignano: Panunzi sollecita una indagine, “Cento passi per” propone un fondo per la caratterizzazione

Il consigliere del Pd Enrico Panunzi ha chiesto di fare luce sulle cause dell’inquinamento auspicando un intervento della Provincia. Intanto “Cento passi per” formalizza una richiesta alla Regione per creare un fondo per la caratterizzazione del sito.

ADimensione Font+- Stampa

“I colpevoli paghino”. Il presidente della Commissione consigliare all’ambiente della Regione Lazio e consigliere del Pd Enrico Panunzi dalle pagine de Il Messaggero (domenica 1 maggio) ha chiesto di fare luce sulle cause dell’inquinamento auspicando un intervento della Provincia. Intanto “Cento passi per” formalizza una richiesta alla Regione per creare un fondo per la caratterizzazione del sito. “Sono dieci anni che la vicenda è nota – ha detto Panunzi – vogliamo recuperare il tempo perso. I responsabili dovranno pagare. Abbiamo chiesto alla Provincia di avviare l’indagine per l’individuazione del responsabile dell’inquinamento”.

L’inchiesta penale purtroppo è stato prescritto, ma l’inquinamento ambientale non si prescrive e dunque è importante arrivare al più presto alla caratterizzazione. Ovvero procedere ad una serie di attività che permettono di ricostruire i fenomeni di contaminazione in modo da ottenere informazioni chiare sulle quali basare la messa in sicurezza e la bonifica del sito.

Il processo dovrebbe essere a carico del proprietario del terreno (un privato, in questo caso). Se il privato però non procede perché non vuole e\o non può essendo un processo costoso, dovrebbe supplire il Comune (in questo caso il Comune di Graffignano). Ma anche in questo caso non è scontato che i piccoli comuni possano sostenerne i costi. Proprio per venire a capo di questo il gruppo antimafia “Cento passi per” chiederà alla Regione di creare un fondo per sostenere i costi “attraverso un fondo di garanzia per i comuni (in stato di necessità e in casi di gravi crisi ambientali) che potranno poi rivalersi in sede civile contro i responsabili e quindi rientrare (a nome e per conto della stessa amministrazione regionale) al termine del procedimento delle risorse erogate anticipatamente”.