Gloria si specchia sulla basilica, il patto d’amore tra Santa Rosa e Viterbo è rinnovato

Gloria si specchia sulla basilica, il patto d’amore tra Santa Rosa e Viterbo è rinnovato

Gli occhi rossi, la fatica, i sorrisi. Gloria arriva davanti alla basilica intorno alla mezzanotte (pochi minuti prima) e qui la Macchina e i suoi Facchini sembrano specchiarsi nel santuario che custodisce la santa patrona. L'applauso dei presenti è qualcosa di veramente grosso, ma non abbastanza da sormontare la voce di Sandro Rossi. Il capofacchino chiude con il classico comando “Santa Rosa fuori” il Trasporto 2017. E' andata.

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­Gli occhi rossi, la fatica, i sorrisi. Gloria arriva davanti alla basilica  alle 23 e cinquanta minuti e qui la Macchina e i suoi Facchini sembrano specchiarsi nel santuario che custodisce la santa patrona. L’applauso dei presenti è qualcosa di veramente grosso, ma non abbastanza da sormontare la voce di Sandro Rossi. Il capofacchino chiude con il classico comando “Santa Rosa fuori” il Trasporto 2017. E’ andata.

E’ il tempo delle mani che si stringono, degli abbracci, dello spumante. Hanno fatto la festa e ora i cavalieri di Rosa si godono l’impresa.. Mille e duecento metri di percorso tradizionale più l’allungo di 700 per illuminare anche via Marconi. Migliaia di persone ad ammirare, con gli occhi alla punta della Macchina. Uno spettacolo, lo spettacolo del tre settembre.

Un fiume di emozioni srotolato tappa dopo tappa. Tutto affrontato con la giusta concentrazione. Con il cuore, con la testa, con la forza. Perché questo è il compito del Sodalizio. La fine del Trasporto è la somma dei tanti, numerosissimi secondi di una giornata. Perché del tre settembre si contano i secondi. E lo fanno tanto i Facchini quanto i viterbesi, perché per dirla alla Massimo Mecarini: “Siamo tutti Facchini in tre settembre”.

Dalla vestizione nelle case dei cavalieri di Rosa all’arrivo a San Sisto, dove – tra la nube di fazzoletti bianchi – ripensi a tutto il giro delle sette chiese e alle parole del capofacchino al Boschetto. Dal momento in cui esci di casa e vai a prendere il posto, sia questo in una via o sulle tribune.

Trasporto 2017 con i tempi giusti. Con Gloria davvero stupenda, una conferma. Ormai i Facchini ci hanno preso le misure e le mosse diventano sempre più prossime alla perfezione. Toccante la benedizione a Porta Romana, prima de “la mossa”. Da togliere il fiato e proiettare indietro di cinquant’anni il momento in cui la Macchina è diventata tutta buia. Lì la memoria è corsa al Volo d’Angeli di Zucchi e a quella notte del 1967 del sofferto fermo sul palazzo della Provincia.

Gloria è stata fatta danzare tra i tetti del centro storico lungo il percorso tradizionale. Poi su spazi più larghi, quelli di via Marconi, ha continuato a stupire. Infine la salita di Santa Rosa. Il momento forse più intenso. Quello dove la stanchezza si trasforma in nuova forza e le corde tirato e le stanghette spingono e tutti i Facchini sotto regalano alla città che guarda le ultime, intense, emozioni.

Brividi con il capofacchino Rossi che prima dell’ultimo tratto, la salita, ha incitato i suoi con queste parole: “Non dovete correre, dovete volare”. 

 

 

 

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