Gloria è legata a doppia mandata con i facchini di santa Rosa, lo spiega Ascenzi

Gloria è legata a doppia mandata con i facchini di santa Rosa, lo spiega Ascenzi

"So che tipo di Macchina vuole portare un facchino". Raffaele Ascenzi ricorda il suo passato di facchino di Santa Rosa e spiega come questo ha influito nella sua ideazione di Gloria

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“Io facchino di santa Rosa, so che tipo di Macchina vuole portare un facchino”. Raffaele Ascenzi spiega il rapporto di Gloria con i facchini. Un rapporto a due mandate, il primo, già noto, quello legato alla presenza del Facchino ancestrale inserito “perché senza facchino non c’è Macchina e senza Macchina non c’è facchino” (qui un approfondimento). Un messaggio molto chiaro che sancisce una volta per tutte il legame inossidabile tra facchini e Trasporto. Tra facchini e santa Rosa. Ma presenza del facchino non è solo nella fisicità della Macchina. Il secondo rapporto infatti è legato all’ideazione e alla realizzazione del progetto e a quanto in questi sia risultato importante il suo passato da facchino di santa Rosa.

“Porto dentro di me gli anni da facchino, un ruolo che è il fondamento di questa tradizione. So che tipo di Macchina vuole portare un facchino e questa è la Macchina che desidera vedere il facchino. Serve una Macchina imponente, deve sembrare importabile. Deve sembrare di avere un peso incalcolabile. Al facchino infatti non piace una macchina che all’occhio risulti leggera perché è questa la vera tradizione. Le vecchie Macchine erano infatti così”.

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