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Giuseppe Fioroni è la Persona dell’anno 2015

Giuseppe Fioroni è la Persona dell’anno 2015

La presenza di Fioroni in Città è destinata dunque ad aumentare, così come non è da escludere un suo interessamento sempre più diretto per le vicende cittadine.

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Giuseppe Fioroni. È lui, onorevole del Pd e sempreverde politico viterbese, l’uomo dell’anno per La Fune. Evidente il suo segno sui destini della città capoluogo, nel passato e nel presente. Nel bene o nel male giudicatelo voi.

Fioroni pesa, ha pesato e peserà. È un dato di fatto incontrovertibile. In questi mesi tra le righe delle cronache locali non si è fatto altro che parlare di fioroniani e non-fioroniani. Anche il nostro giornale ha spesso utilizzato questi termini per raccontare le liti interne al Pd viterbese e le vicende della maggioranza di Leonardo Michelini. Quello che è certo però è che nessun fioroniano ha mai alzato una mano per dire che il termine non è corretto. “E allora? È così da sempre”. Nì.

La sua mano sulla vita dell’amministrazione del Comune di Viterbo è chiara a molti. Al punto che passerà alla storia la battuta del consigliere Sergio Insogna che, rivolgendosi a Michelini, ha pronunciato queste parole: “Fioroni, esci da questo corpo!”.

Lui il teorico dello “spanciamento” a destra del Pd che ha portato alla vittoria nel giugno 2013, contro un Giulio Marini bollito nel suo stesso brodo. Lui in questi due anni e mezzo ha proiettato sempre la sua ombra su Palazzo dei Priori, al punto che all’interno delle stanze riecheggia il motto “non si muove foglia, che Fioroni non voglia”.

Difficile negarlo o cercare di sostenere letture diverse. In ogni frangente di smarrimento del sindaco c’è chi ha individuato l’epifania di un gesto diventato liturgia da parte di Michelini: mani nella tasca della giacca, presa del telefono, rubrica, “Peppe”, chiamata. Almeno così viene raccontato negli ambienti. Stessa liturgia apparterrebbe al vicesindaco Luisa Ciambella, storicamente legata a Beppe Fioroni. E il numero dei liturghi risulterebbe aumentato strada facendo: Livio Treta, Giacomo Barelli, Maurizio Tofani. Insomma Fioroni è da molti considerato il sindaco ombra di Leonardo Michelini, sarebbe infatti il grande manovratore dietro molte delle decisioni della maggioranza.

E nel segno di Fioroni è nata proprio quest’anno una nuova creatura politica: Moderati e Riformisti. La rottura delle acque durante le elezioni per il rinnovo della Provincia. Il battesimo una manciata di giorni fa al Balletti Palace Hotel, nel primo sabato utile dopo la Madonna. Leonardo Michelini nel ruolo di presidente e i vari Treta, Barelli, Tofani, Rossi in prima fila. E intorno a Fioroni, sempre a San Martino e nello stesso albergo, c’erano tanti Moderati e Riformisti quando sono volati i siluri sull’altra parte del Pd, quella definita “comunista”.

Giuseppe Fioroni poi, come dimostra la crisi politica di questi giorni, è tornato a far sentire la propria presenza in maniera decisiva a Viterbo. Sarà che il rapporto con Matteo Renzi a livello nazionale non lo favorisce (anche se in diversi sostengono il contrario), sarà la paura di non essere ricandidato alle prossime elezioni, sarà il clima non troppo amico che trova in Regione, sarà quel che sarà, ma l’uomo d’oro della politica viterbese ci sembra essere arrivato alla decisione di tornare a occuparsi quasi a tempo pieno di Viterbo.

La presenza di Fioroni in città è destinata dunque ad aumentare, così come non è da escludere un suo interessamento sempre più diretto per le vicende cittadine. C’è chi parla, in caso di elezioni anticipate, di una sua candidatura a sindaco. Se sia un bene o un male è un altro discorso, ma il fatto del suo peso sulle scene locali, secondo noi, lo rende la Persona dell’anno del 2015.

 

» Scopri qui chi erano gli altri candidati al titolo.

 

Fioroni Persona-dell'anno

 

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