Le notizie da Viterbo e dalla Tuscia

“Da Viterbo Terme a Viterbo Terme dei Papi”

“Da Viterbo Terme a Viterbo Terme dei Papi”

Nel giro di una settimana si sono spente tante aspettative sulla nascita di una vera e propria città termale. Una città fatta da tante realtà capaci di gestire in maniera sinergica un bene prezioso.

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In una settimana cambia il mondo, almeno alla latitudine di Viterbo. Sono passati poco più di sette giorni dall’intervista de La Fune a Giovanni Faperdue ma dell’idea, lanciata dal presidente dell’associazione ‘Il Bullicame, di cambiare nome al capoluogo della Tuscia in ‘Viterbo Terme’ ci troviamo costretti a corregge il tiro e puntare su ‘Viterbo Terme dei Papi’.

La battuta è proprio dello stesso Faperdue, ci scherziamo quasi su ma la questione è delicata. Vi abbiamo anticipato l’uscita di questa intervista nell’editoriale di ieri, intitolato non a caso Viterbo Terme adieu, e lo abbiamo contattato per telefono, per capire cosa significa, che effetti produce, la decisione del Tar del Lazio, arrivata il 21 gennaio, che riconosce a Terme dei Papi il diritto di utilizzare l’acqua necessaria al funzionamento della struttura.

 

 

L’INTERVISTA A GIOVANNI FAPERDUE

Quali sono le conseguenze della decisione presa dal Tar del Lazio nel contenzioso tra Regione e Comune verso Terme dei Papi?

“Il Tar del Lazio ha seppellito il sogno di fare di Viterbo una città termale. Una settimana fa ci trovavamo nella mia prima intervista a La Fune e abbiamo lanciato l’idea di cambiare il nome del capoluogo della Tuscia in Viterbo Terme. Ora al massimo potremmo fare Viterbo Terme dei Papi.  E’ un duro colpo sulle possibilità di attirare nuovi investimenti nel settore delle acque termali”.

 

Che ne sarà delle Ex Terme Inps?

“Proprio questa è la partita principale. La Regione, dopo tanti anni di immobilismo, si era attivata per dare mano libera al Comune di mettere sul mercato la struttura. Ora la gara d’appalto andrà deserta perché le Ex Terme Inps al momento non hanno una goccia d’acqua a disposizione. Sarebbe stato possibile ridargli acqua soltanto limitando l’emungimento attuato ogni giorno da Terme dei Papi. Il tribunale amministrativo del Lazio ha invece stabilito che Terme dei Papi ha diritto a quell’acqua. Partita chiusa, gli unici che potrebbero prendere le ex Terme Inps a questo punto sono i Sensi, famiglia che ha dato vita all’impresa Terme dei Papi. Per qualsiasi altro imprenditore significherebbe prendere un guscio vuoto, una struttura termale che non ha acqua a disposizione”.

 

Ma la partita è veramente chiusa qui?

“In realtà no. Regione e Comune possono fare ricorso al Consiglio di Stato ma non è realistico attendersi un pronunciamento in tempi brevi. Ci vorranno almeno un paio d’anni per la sentenza. Ecco che, proprio nel momento in cui sembrava aprirsi una nuova possibilità per una città termale, con più soggetti attivi nell’accrescimento di questo patrimonio viterbese, tutto crolla”.

 

A questo punto Terme dei Papi ha il diritto all’utilizzo di tutta l’acqua termale?

“Non è proprio così. Diciamo che non potranno prendere più acqua di quanto hanno fatto fino a oggi. Sono in pratica al massimo del prelievo, intorno ai 43 litri al secondo. Oltre non possono andare. Ricordo che l’intero bacino termale di questa zona vale 100 litri al secondo. Terme dei Papi continuerà a prelevare il massimo dal pozzetto, che corrisponde a 25 litri al secondo. 6 litri li prende dalla sorgente di Santa Caterina, un impianto all’interno della struttura. Il resto dei litri che utilizzano oggi vengono emunti dalla sorgente del Bullicame. Il discorso è che non possono prelevare più di 12/13 litri al secondo altrimenti mandano in sofferenza “la callara” e questo non possono farlo, perché si tratta di un bene ambientale tutelato. In buona sostanza la vittoria di Terme dei Papi sta nel poter mantenere le cose come stanno oggi, prospettiva che invece come associazione ci auguravamo potesse venire superata. Sperando nella realizzazione di un sistema policentrico di strutture termali, capace di dare vita alla sognata Viterbo Terme”.

 

Come l’avete presa all’interno dell’associazione Il Bullicame?

“Per noi sono giorni di lutto, infatti abbiamo listato di nero il nostro sito www.ilbullicame.it

 

 

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