Fusco (Lega): “Non appoggeremo mai un candidato di Forza Italia, se stasera non c’è il sindaco unitario andiamo da soli”

Fusco (Lega): “Non appoggeremo mai un candidato di Forza Italia, se stasera non c’è il sindaco unitario andiamo da soli”

"Non appoggeremo mai un candidato sindaco di Forza Italia". Ci mette il punto Umberto Fusco e rilancia: "Niente di personale con Giovanni Arena, bravissima persona. Il problema è che loro hanno messo il veto su Alessandro Usai e noi facciamo lo stesso, è tutta una questione politica. Abbiamo ancora un giorno per trovare una soluzione unitaria".

ADimensione Font+- Stampa

“Non appoggeremo mai un candidato sindaco di Forza Italia”. Ci mette il punto Umberto Fusco e rilancia: “Niente di personale con Giovanni Arena, bravissima persona. Il problema è che loro hanno messo il veto su Alessandro Usai e noi facciamo lo stesso, è tutta una questione politica. Abbiamo ancora un giorno per trovare una soluzione unitaria”.

All’interno della coalizione esiste un ultimatum leghista. “Se entro la serata di mercoledì non abbiamo trovato un uomo su cui convergere tutti allora la Lega va per conto suo – così il senatore -. Sono convinto che arriviamo anche da soli al ballottaggio, non c’è alcuna paura. Sarebbe bene, soprattutto per la città, trovare una sintesi su una figura credibile e ragionevole ma se non fosse possibile non siamo disposti a logorarci ancora fino al 12 maggio”.

Calmo, didascalico. Fusco racconta con ordine tutti i fatti accaduti. “Dopo la riunione di lunedì sera dovevamo vederci oggi (martedì n.d.r) per chiudere ma poi Rotelli è stato impegnato a Roma. Mi sono incontrato con Arena, Battistoni e Bacocco … Ho spiegato che per la Lega, a questo punto, non è possibile convergere su un uomo di Forza Italia. Serve un’altra opzione. Per noi va bene un’altra opzione perché ci interessa l’unità. Però domani (questa sera per chi legge n.d.r.) neanche se viene mio padre mi fermo e annuncio che andiamo da soli. La lista della Lega l’abbiamo presentata ed è competitiva, ne abbiamo pronta una d’appoggio se dovremo correre da soli”.

Decarta racconta la Tuscia