Furto di tablet a scuola, la lettere commovente di mamma Patrizia al ladro

Furto di tablet a scuola, la lettere commovente di mamma Patrizia al ladro

Il primo marzo sono stati rubati 16 tablet e 5 computer dalla scuola elementare di Fabrica di Roma. Un furto vergognoso ma che ha dietro una storia ancora più crudele. La racconta bene una madre, Patrizia. Quei dispositivi elettronici servivano ad abbattere le barriere tra gli studenti della classe e suo figlio, un bambino con la Sindrome X Fragile.

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Il primo marzo sono stati rubati 16 tablet e 5 computer dalla scuola elementare di Fabrica di Roma. Un furto vergognoso ma che ha dietro una storia ancora più crudele. La racconta bene una madre, Patrizia. Quei dispositivi elettronici servivano ad abbattere le barriere tra gli studenti della classe e suo figlio, un bambino con la Sindrome X Fragile.

Così mamma Patrizia scrive una lettere al ladro.

Sono Patrizia, la mamma di un bambino di 10 anni disabile, affetto da Sindrome “X Fragile” che frequenta la quarta elementare presso la scuola “Dante Alighieri” in via della Repubblica a Fabrica di Roma.

Il 1° marzo la scuola ha subito un furto di 16 tablet e 5 computer, alcuni ancora imballati; tali dispositivi erano stati comprati “anche” per aiutare e supportare mio figlio nel suo percorso scolastico.

Valerio non parla e non scrive, pertanto computer e tablet sono fondamentali.

Con la scuola avevamo concordato l’utilizzo della comunicazione facilitata, affinché le barriere linguistiche non fossero più un limite per lui, in tal modo avrebbe comunicato con le maestre e con i compagni nel modo più semplice e più adatto alle sue esigenze, e soprattutto senza disparità, davanti ad una tastiera si sarebbe potuto esprimere al pari degli altri!

Una classe con più computer e tablet, proprio per offrirgli l’opportunità di essere come i suoi compagni.

Mi rivolgo a te, ladro mascherato da netturbino, che sei entrato nella scuola di mio figlio alle 3 di notte… mi rivolgo a te che forse hai problemi economici e che forse i soldi ti serviranno per far mangiare tuo figlio (almeno spero)… ti chiedo dal profondo del cuore di restituire ciò che non ti appartiene, ti chiedo di restituire qualcosa che per mio figlio è vitale!

Forse non lo sai… ma la mamma di un bambino disabile vive di lotte giornaliere, si scontra con il mondo intero, con la burocrazia, con la società…con tutto! E l’arrivo dei computer e dei tablet all’interno della scuola, è stata una di queste lotte, una lotta che per una volta si era conclusa positivamente!

Fermo restando che rubare, in modo particolare in una scuola che dovrebbe essere un luogo sacro come una chiesa, è un atto di violenza.

Se lo scopo del tuo furto era dettato dalla disperazione di un genitore, che come detto sopra vive in una situazione di estrema difficoltà, da mamma cercherò di capire, ma ti chiedo al tempo stesso di capire la mia di disperazione.

Se invece, lo scopo del tuo furto aveva altre ragioni, sei una persona indegna, hai distrutto tutto, hai tolto a mio figlio disabile la possibilità di comunicare.

Continuo a sperare però, che un fondo di umanità in te ci sia, ed è proprio a quella piccola parte del tuo cuore che rivolgo il mio appello disperato …ti prego fai rientrare le cose che hai preso in quella scuola, non negare a mio figlio la possibilità di comunicare con il resto del mondo!

Grazie Patrizia

Natale Viterbo