Freddo polare, danni nei campi per centinaia di migliaia di euro solo a Tarquinia. Coldiretti: “Subito le autocertificazioni”

Freddo polare, danni nei campi per centinaia di migliaia di euro solo a Tarquinia. Coldiretti: “Subito le autocertificazioni”

Agricoltura in ginocchio a Tarquinia. Le gelate di questi giorni hanno "bruciato" ettari di finocchi e carciofi e compromesso in parte il raccolto dei broccoli. Coldiretti ha una raccomandazione per i soci: "Subito le autocertificazioni dei danni subiti per gli indennizzi in caso di eventuale riconoscimento della calamità naturale".

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Agricoltura in ginocchio a Tarquinia. Le gelate di questi giorni hanno “bruciato” ettari di finocchi e carciofi e compromesso in parte il raccolto dei broccoli. Coldiretti ha una raccomandazione per i soci: “Subito le autocertificazioni dei danni subiti per gli indennizzi in caso di eventuale riconoscimento della calamità naturale”.

L’ondata di gelo polare che ha messo in ginocchio l’agricoltura laziale ha bruciato coltivazioni per centinaia di ettari dal nord al sud della regione. Se le produzioni in serra hanno resistito, grazie al riscaldamento assicurato anche nelle ore diurne, il bilancio delle coltivazioni a campo aperto è drammatico. Soprattutto a Viterbo e, in particolare, a Tarquinia, dove le colture tradizionali del periodo invernale non hanno retto al drastico abbassamento delle temperature.

Nessuna speranza di recuperare, almeno in minima, parte il raccolto di finocchi e carciofi. Parzialmente compromessi anche broccoli e broccoletti. “Un bilancio pesante, una devastazione che oltre a Tarquinia ha colpito decine di altri comuni della Tuscia” commenta il presidente della Coldiretti di Viterbo Mauro Pacifici. Le perdite economiche ammontano a centinaia di migliaia di euro anche perché a subire i danni, soltanto nel comprensorio di Tarquinia, sono state almeno 80 aziende agricole.

Ora tutti gli occhi sono puntati verso la Regione Lazio, nella speranza di provvedimenti straordinari a sostegno delle aziende orticole. “Dobbiamo comunque rimetterci in piedi. Ciò che conta adesso è che ciascuna delle imprese danneggiate si attivi per documentare, su carta, l’ammontare dei danni subiti per la perdita dei propri raccolti. Le certificazioni – spiega il direttore della Coldiretti di Viterbo Alberto Frau – vanno consegnate, il prima possibile, al Comune o all’Ispettorato agrario perché, nel caso di riconoscimento dello stato di calamità naturale, quelle attestazioni determineranno la percentuale dell’ammontare di eventuali indennizzi”.

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