Francigena, Serra: “Se tra un anno non regge venderemo anche l’altra farmacia. E si può mettere a gara anche il trasporto pubblico”

Francigena, Serra: “Se tra un anno non regge venderemo anche l’altra farmacia. E si può mettere a gara anche il trasporto pubblico”

Tra pochi miniti inizia un delicato consiglio comunale sulle società partecipate. Uno dei nervi più scoperti rischia di essere quello del destino di Francigena. Al centro la vendita della farmacia de La Quercia. Intanto il capogruppo Pd a Palazzo dei Priori Francesco Serra sembra avere le idee chiare sul da farsi.

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palazzo priori“Vendere una farmacia. Poi se tra un anno le cose non vanno bene su quella di Santa Barbara occorre vendere anche l’altra”, ipse dixit Francesco Serra. Il capogruppo a Palazzo dei Priori del Partito Democratico è intervenuto sulla spinosa questione delle partecipate. Dismettere o non dismettere, questo è il problema. E lo stesso Serra parla della volontà di cambiare verso a Francigena, con una strategy exit: “In caso non funzioni il risanamento si può mettere tutto a gara, anche il trasporto pubblico”.

Un consiglio comunale che si preannuncia agitato, qual è la sua posizione sulle partecipate?

“E’ nota da tempo. Su Francigena l’obiettivo è di snellire una partecipata che fa cose tra loro incompatibili. Dobbiamo riparare a qualche danno fatto in passato. L’intenzione è quella di lasciare come funzione principale la mobilità: tpl e parcheggi. La funzione per cui è nata la partecipata in questione. Quindi occorre esternalizzare quello messo lì in più, per motivi vari”.

Farmacie, vendita di una o di tutte?

“Una, poi se l’altra farmacia non funzionerà si vende anche quella. E’ tempo di finirla con situazioni che creano debito”.

Sul tecnologico si vende il ramo d’azienda e il personale transita nella nuova realtà che andrà a gestirlo. Sulla farmacia de La Quercia non si può fare lo stesso?

“Non è la stessa cosa. Innanzitutto perché tra i lavoratori della farmacia ci sono due o tre che sono dipendenti comunali. Erano nella farmacia comunale prima di Francigena. L’idea è di mettere a gara il tecnologico e conservare i posti di lavoro dentro la realtà che vincerà la gara. La farmacia invece va venduta senza personale perché un conto è venderla con o senza lavoratori. E’ stato ritenuto più utile per piazzarla bene sul mercato fare così. C’è da dire che il personale della farmacia avrà un contratto a part time. Vendere col personale è complicato. Difficile stabilire chi doveva essere ceduto e chi no. Se poi l’altra farmacia non sarà in attivo tra un anno, si prenderanno decisioni anche su questa. Il personale andrà in mobilità, poi il problema è capire perché c’è tutto quel personale”.

Chi le ha fatte queste assunzioni?

“Certamente non noi. Le ha fatte Francigena e il socio unico. Ma si tratta di cose di chi ha amministrato prima”.

Ma gli altri servizi funzionano? Per esempio il trasporto pubblico.

“Bisogna farlo funzionare, oggi non funziona. Rifaremo il grafo di rete e non si può pensare che il servizio pubblico venga utilizzato in quel modo. Dobbiamo puntare a coprire almeno il 50% della spesa con i biglietti. Impensabile che si copra il 15%, in Italia la media è il 30% e in Europa il 50%. Stiamo pulendo Francigena e vogliamo cercare di renderla più efficace possibile. Tutelare lavoratori ma anche le casse del comune e migliorare il servizio”.

Anche le farmacie possono essere strategiche per fare utili, o no?

“Sono quindici anni che si dice che possono andare in pareggio. Se poi le hanno zeppate di personale però…

Servono idee per il rilancio: orario apertura continuato, farmaci da banco a prezzi ridotti rispetto ad altre farmacie, etc. Questo potrebbe aumentare il fatturato. Bisogna che si attivano anche i direttori, altrimenti tra un anno faremo i conti. Stiamo cercando faticosamente di sistemare la questione partecipate. Dobbiamo dare una mission e cercare di portare Francigena a una situazione gestibile. Oppure si vende tutto, si può fare la gara anche per i pullman”.

Cosa vi frena, perché non mettete tutto sul mercato?

“Ha un senso tenere il tpl in mano al Comune”.

Che cambia?

“Cambia perché se sei socio unico può modificare più facilmente, stiamo parlando di un servizio strategico. Con la gara dai l’appalto per cinque anni. Se non si riesce a cambiare verso si farà la gara”.