Forza Italia, il tesseramento nella Tuscia si ferma a quota 1000

Forza Italia, il tesseramento nella Tuscia si ferma a quota 1000

1000 iscritti a Forza Italia nella Tuscia. Si è chiuso così lo scorso 31 gennaio il tesseramento nel partito azzurro. Un dato scarso rispetto al 2011, ma occorre guardarlo dalla giusta prospettiva.

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1000 tessere di Forza Italia nella Tuscia, questo è il dato ancora ufficioso, ma che non dovrebbe discostarsi di molto da quello che sarà ufficiale, del tesseramento chiuso il 31 gennaio. Siamo parecchio lontani dalle 12mila tessere del 2011, l’anno del congresso provinciale mancato. Ma siamo anche ad anni luce di distanza da quel quadro politico.

Allora c’era il Pdl e il berlusconismo era il centrodestra. Oggi con il cavaliere sono rimasti gli azzurri e quella compagine politica ha generato, per disgregazione, altre forze politiche: Fratelli d’Italia e Nuovo Centro Destra su tutte. Una stella, che ha brillato per 20 anni, che ha generato una galassia di partiti minori. Rispetto al 2011 sono venuti usciti dal gruppo forzista diversi signori delle tessere, e la situazione politica e sociale è talmente mutata che lo stesso concetto di signore delle tessere si è sbiadito. Inoltre il costo di ogni singola tessera è lievitato: da 10 a 30 euro.

Per di più nella Tuscia i forzisti pagano anche lo scotto di governare più poco ed è noto che il potere attrattivo quando non si amministra scema. Visto da questa prospettiva il risultato di 1000 tessere non è poi così malaccio. Rappresenta un piccolo nucleo su cui lavorare, per ricostruire qualcosa di significativo. O almeno così sperano gli azionisti del partito rimasti in ballo, anche se il morale è al minimo e servirebbe un colpo di reni.

Per capire meglio che tipo di risultato si è conseguito nel Viterbese può tornare utile considerare il numero di tesserati raggiunto nel resto della regione Lazio: 4.000 a Roma, 5.000 nell’hinterland della capitale, 3.000 a Frosinone e provincia, 2.700 a Latina e 700 a Rieti. Facendo le debite proporzioni i forzisti dell’Alto Lazio hanno retto il passo degli altri. Sono in linea con il trend regionale.

Ora i commissario attendono l’ok dal livello centrale per indire i congressi comunali. Una volta fatto questo passa ci saranno i delegati per arrivare al congresso provinciale. Il futuro del partito si gioca su questo, sulla scelta del nazionale di aprire una nuova stagione e tornare a essere vivi e attivi nei territori. Soltanto così sembra ipotizzabile il recuperare terreno per Forza Italia.