Focus – Il delicato caso Moltoni e le responsabilità del consiglio comunale

Focus – Il delicato caso Moltoni e le responsabilità del consiglio comunale

La giornata di oggi in consiglio è ad alta tensione, sempre che ci sia il numero legale. Torna in pista la delicata vicenda della decadenza del consigliere Moltoni. La discussione e il voto in aula non sono un passaggio di poco conto. La decisione di metterlo fuori dal consiglio, considerando la complessità del quadro, rischia di essere carica di conseguenze.

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Dopo mesi di tira e molla oggi dovrebbe tornare in sala d’Ercole la discussione sulla decadenza del consigliere Francesco Moltoni. Il punto in questione rischia di essere il più rinviato e accidentato della storia del consiglio comunale. La questione è molto più complicata, sul piano dell’opportunità, di quanto alcuni cercano di raccontare.

Moltoni non ha pagato gli 80mila euro a cui lo ha condannato la Corte dei Conti per la vicenda Cev. A differenza di Maurizio Tofani, che si è venuto a trovare nella stessa situazione del collega ma differentemente da lui ha pagato a Palazzo dei Priori la cifra decisa dalla magistratura contabile. Questo sicuramente è un problema. Moltoni sta anche attendendo la sentenza della causa tra Comune e assicurazione, l’assicurazione che avrebbe dovuto coprirlo in caso d’errore. Sentenza attesa nel giro di qualche mese. In caso di condanna dell’assicurazione il consigliere sarebbe nelle condizioni di poter liquidare la cifra dovuta.

C’è poi l’azione popolare, avviata dalla prefettura di Viterbo, che rimanda al giudice ordinario la decisione della decadenza. La prefettura ha maturato la decisione di avviare la procedura prendendo atto dell’immobilismo e dei tentennamenti del consiglio comunale. A questo punto ha senso che il consiglio si pronunci? La decisione del consiglio per la sua espulsione infatti potrebbe spingere Moltoni a ricorrere ai tribunali per aver risarcimento di eventuali danni che ritiene di ricevere. Danni che sarebbero reali in caso di condanna dell’assicurazione a pagare per lui. Se questo accadesse e Moltoni fosse stato fatto decadere non potrebbe tornare più in consiglio, nonostante ne avesse titolo in quanto eletto. La faccenda insomma è complicata e ai consiglieri spetta una decisione non esente da rischi.
Come si arriva alla decadenza di Moltoni

Ha votato, quando era nella giunta Gabbianelli, una delibera. Una delibera sulla ricapitalizzazione del Cev che aveva il parere favorevole del dirigente e con la sicurezza che in caso di errore avrebbe risposto l’assicurazione con cui il Comune aveva “coperto” i suoi amministratori.

Per la Corte dei Conti l’errore c’è stato, quella delibera ha creato un danno erariale e l’assicurazione si è rifiutata di coprire gli amministratori colpiti per degli errori nella stipula della polizza. Errori di chi? Non certo di Moltoni e dei suoi colleghi di allora.

Per tutto questo Moltoni è nella situazione di rischiare seriamente di essere buttato fuori dal consiglio.
E’ giusto ricordare che Moltoni non è un delinquente, non è uno beccato in castagna, non è uno in conflitto d’interessi. E’ uno votato dai viterbesi, entrato in consiglio, e che oggi, a seguito dell’evoluzione sostanziale del quadro politico, tornerebbe numericamente utile alla maggioranza fare fuori per ragioni di convenienza politica.