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Fiorillo: “Cosa significa essere costruttori? Credo che il sospiro si senta”

Fiorillo: “Cosa significa essere costruttori? Credo che il sospiro si senta”

Intervista al costruttore di 'Fiore del Cielo' Vincenzo Fiorillo che, con l'amico Contaldo Cesarini, arriva al suo ultimo trasporto con 'FioredelCielo'. Il racconto delle migliorie apportate alla Macchina.

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macchina_santa_rosaVincenzo Fiorillo e Contaldo Cesarini sono una certezza. Due ditte viterbesi, in teoria e in pratica in competizione sullo stesso mercato, che hanno saputo fare squadra e regalare a tutta la città emozioni uniche con gli ultimi trasporti di ‘FioredelCielo’. Anche loro nella storia del trasporto, in qualità di costruttori della Macchina che passerà alla storia come “quella del titolo Unesco”. Persone concrete, sempre presenti al cantiere di San Sisto, capaci di mettere il cuore nel loro lavoro e lasciare un segno nell’album dei ricordi di Viterbo. Ecco l’intervista a Vincenzo Fiorillo.

 

‘FioredelCielo’ è stata ulteriormente modificata per questo ultimo passaggio. Come vi sono venute in mente le variazioni?

Il tutto è sempre frutto di un lavoro di squadra e ogni variazione è figlia di un’idea comune. Ogni modifica, che in questi anni ha interessato la Macchina, è stata sempre concordata e decisa con l’ideatore Arturo Vittori. Lui è il protagonista della Macchina e delle migliorie. L’idea è comune, ma Vittori ha il veto”.

Può riassumerci le novità di quest’anno?

“Innanzitutto il bianco integrale. La Macchina è uscita dal capannone già tutta riverniciata di bianco. Lo scorso anno era stato verniciato solo l’esterno e dentro era rimasto l’oro originario. Per l’ultimo trasporto si è pensato di renderla più luminosa. Il colore bianco integrale è stato una conseguenza di questa scelta. Ci permette infatti di dare un effetto di maggiore luminosità, enfatizzato anche da maggiori punti luce che sono stati introdotti attraverso più fari interni. Altra novità riguarda “il fumo”. Sarà un effetto meno “aggrumato”, meno “discoteca” e più omogeneo. Anche questo è possibile attraverso ulteriori punti di emissione che sono stati aggiunti. Arriviamo quindi all’acqua dalle bocche dei leoni. Uscirà attraverso un circuito chiuso dalle bocche dei leoni che stanno intorno alla base. In realtà quella è una fontana, anzi è un vascone di fontana”.

Ultimo trasporto da costruttori, cosa significa esserlo?

“Da parte nostra è l’ultimo trasporto. Cosa significa fare il costruttore? (Fiorillo tira il fiato n.d.r.) Credo che il sospiro si senta. Questo è un lavoro che bisogna sentire dentro. Un impegno forte, pieno di responsabilità. C’è sempre la paura di sbagliare qualcosa, di lasciare qualcosa incompiuto. Mi correggo: non è un lavoro, è una cosa molto impegnativa”.

Con Contaldo resterete amici per la vita?

“Siamo amici da tantissimi anni. La collaborazione nella Macchina di Santa Rosa ha rafforzato un’amicizia antica, che andrà nel futuro. Siamo la prova che si può collaborare pur essendo due imprese che svolgono lo stesso lavoro nella città di Viterbo. Si possono fare grandi cose e collaborare tra colleghi, cosa che non sempre accade. La Macchina di Santa Rosa riesce a dare anche questa giusta prospettiva alle cose”.

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