Fiore del Cielo a Expo, Vittori tenuto ancora fuori. Intervista all’ideatore che racconta una situazione incredibile

Fiore del Cielo a Expo, Vittori tenuto ancora fuori. Intervista all’ideatore che racconta una situazione incredibile

Santa Rosa pensaci tu perché a naso c'è qualcosa che non torna su come Palazzo dei Priori sta portando avanti l'operazione Fiore del Cielo a Milano Expo. Abbiamo intervistato l'ideatore Arturo Vittori e abbiamo scoperto che non sta coordinando l'azione, siamo rimasti sbigottiti. Chi la coordina allora? E perché?

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Macchina di Santa Rosa a Milano Expo 2015, una storia fantastica dietro alla quale sono in atto tutta una serie di operazioni strambe. Una roba su cui è necessario fare piena luce perché i viterbesi devono essere informati, per poter quindi giudicare, come si sta portando avanti questa operazione. Il sindaco Leonardo Michelini ha dichiarato che ha intenzione di coordinare in prima persona il tutto.  Ha dato mandato agli uffici di preparare gli atti per affidare le operazioni di trasporto e montaggio a una ditta, azione che intende chiudere entro il 20 marzo. Teniamo bene a mente che l’Expo apre ufficialmente il primo maggio e chiude il 31 ottobre e sono previsti circa 20 milioni di visitatori.

Abbiamo ritenuto interessante intervistare il padre di Fiore del Cielo, per capire come sta vivendo questo momento e siamo rimasti di sasso quando abbiamo scoperto che ancora non sta seguendo l’iniziativa. Ha solo avuto un incontro in Comune un mese fa: “Ho le mani legate, sto aspettando che mi coinvolgano. Non sono obbligati, ma si tratta di un’opera d’arte che ho firmato io. Non capisco cosa sta accadendo”.

L’intervista ad Arturo Vittori 

Fiore del Cielo a Expo 2015, che effetto le fa?

“Naturalmente mi fa molto piacere. Non è una notizia che mi coglie all’improvviso, diciamo che ne sono a conoscenza da prima che i giornali ne iniziassero a scrivere. Questo perché c’è un professionista viterbese che se ne sta occupando da tempo e mi ha tenuto sempre informato di tutta l’evoluzione della vicenda negli ultimi 12 mesi”.

Ci sta dicendo che l’operazione non l’ha curata direttamente il Comune?

“Esatto. Si è mossa l’architetto Giuseppina Gimma, che cura un’importante rivista internazionale di architettura e restauro. E’ stata lei a perseguire tecnicamente l’idea della Macchina a Expo e ha convinto chi di dovere. Inizialmente ero scettico, ma ci è riuscita. Ha iniziato a parlarmene mesi fa, poi è entrato in gioco il Comune che ha ricevuto una lettera d’interessamento. A quel punto si sono mossi e mi hanno contattato un mese fa”.

Cosa vi siete detti?

“Ho partecipato a una riunione dove mi è stato chiesto un parere sull’operazione della Macchina all’Expo e siamo rimasti che mi avrebbero chiamato per vedere se ci sono modifiche da fare a Fiore del Cielo. Non li ho ancora sentiti e purtroppo il tempo stringe”.

Ci sono modifiche da fare?

“Sicuramente. Anche perché la Macchina è stata trasportata per sei anni, un tempo più lungo di quello pensato al momento della progettazione. C’è bisogno di fare la manutenzione e vanno fatte anche delle modifiche. Questa di Milano è un’occasione unica per Viterbo e sarebbe il caso di giocarsela al meglio. Soprattutto vale la pena affrontare tutto con il giusto spirito. Sarà la cosa più visibile dell’Expo, non credo che altri porteranno cose del genere. C’è bisogno di studiare il giusto collocamento, la prospettiva, l’illuminazione per la notte. Viterbo va a gestire un qualcosa di straordinario e ha senso se fatto al meglio. Quindi ritengo che sia necessario coinvolgere chi su Fiore del Cielo ci ha lavorato, e i tempi stringono. Al momento ho le mani legate. Non è che mi devono coinvolgere per forza, è una questione di buon senso”.

E l’architetto Gimma, che si è spesa per mandare in porto l’operazione è stata coinvolta?

“Da quanto mi risulta no”.