Finalmente ricordati i coraggiosi viterbesi del “lancio su Vallebona”

Finalmente ricordati i coraggiosi viterbesi del “lancio su Vallebona”

Tutto questo è stato ricordato ieri, con una targa posta in piazza Unità d'Italia a Grotte Santo Stefano e un convegno in prefettura. In tanti hanno voluto esserci e tra i presenti c'erano anche l'addetto militare dell'ambasciata americana Timothy Trampenau e di quella sudafricana Lembede, nelle loro divise da generali veterani.

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72 anni fa. Correva il 15 gennaio del 1944 quando nelle campagne di Grotte Santo Stefano, più precisamente nell’area di Vallebona, si consumò in qualche modo una pagina della Resistenza (leggi qui). Nessuna lotta armata contro i nazifascisti ma sostegno e protezione di soldati alleati.

Una roba che, se scoperta, ti costava la vita. Non ebbero paura però questi viterbesi che aiutarono gli americani, scampati alla caccia tedesca, accogliendoli e facendo sparire i paracaduti. Cosa ci fecero? Sottane da donna.

Tutto questo è stato ricordato ieri, con una targa posta in piazza Unità d’Italia a Grotte Santo Stefano e un convegno in prefettura. In tanti hanno voluto esserci e tra i presenti c’erano anche l’addetto militare dell’ambasciata americana Timothy Trampenau e di quella sudafricana Lembede, nelle loro divise da generali veterani.

A rappresentare il Comune di Viterbo il sindaco Leonardo Michelini, gli assessori Luisa Ciambella e Antonio Delli Iaconi, i consiglieri comunali Augusta Boco, Marco Volpi ed Elpidio Micci.

La targa campeggia sul muro dell’ex circoscrizione. Riporta la scritta: “Quale attestato di gratitudine e riconoscimento a tutte le famiglie che in questo territorio, a rischio della propria vita, fornirono con enorme sacrificio agli aviatori e ai soldati degli Stati uniti d’America, permettendo loro di salvarsi e di non essere catturati dal nemico. In ricordo. Il Comune di Viterbo e l’ambasciata degli Stati Uniti d’America”.

Subito dopo in Prefettura un convegno con Mario Di Sorte, che ha riportato alla luce questa storia diversi anni fa e rimasta tra le mura del Museo civico di Bolsena fino a quando non abbiamo, con La Fune, posto la questione all’attenzione dell’opinione pubblica viterbese e dei consiglieri comunali.

Sulla targa una serie di nomi dei protagonisti di quei giorni: Paolino Lamoratta, Augusto Chiovelli, Ovidio Franceschini, Attilio Damiani, Renzo Profili, Ermete Fulvi, Tommaso Baccello, Antonio Buzzi, Felice Capitoni, Gradito Franceschini, Giovanni Franceschini, Nazzareno Egidi, Ilio Petroselli, Zeliante Persi, Cesare Rossetti, Marino Benedetti, Domenico Pacifici, Giovanni Profili, Anna Lamoratta, Salvatore Belella, Giulio Biancalana, Antonio Capati, Francesco Capitoni, Felice Franceschino, Antonio Marconi, Giulio Petronilli, Alessandro Smith.