Fermati 9 ragazzi dell’estrema destra viterbese: tra loro l’ex candidato sindaco di Casapound

Fermati 9 ragazzi dell’estrema destra viterbese: tra loro l’ex candidato sindaco di Casapound

Tra i fermati che sarebbero responsabili dell’accaduto anche l’ex candidato sindaco di Casapound Diego Gaglini e i pregiudicati Renato Spolverini e Ervin Di Maulo.

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7c062fdeacee925df81e65cbf06b2eb9_169_lNove fermi tra i ragazzi dell’estrema destra viterbese in seguito agli incidenti di Magiano Romano. Incidenti avvenuti in un campo di gioco contro i giocatori dell’Ardita San Paolo, squadra facente capo a un centro sociale, quindi di colore politico opposto.

Tra i fermati che sarebbero responsabili dell’accaduto anche l’ex candidato sindaco di Casapound Diego Gaglini e due ragazzi già noti alle forze dell’ordine, Renato Spolverini e Ervin Di Maulo. Quest’ultimo, insieme ad altri cittadini, recentemente aveva avviato il percorso del Comitato San Faustino (leggi). Gli altri sei ai domiciliari sono tutti giovani della provincia di Viterbo e hanno tra i 18 e i 27 anni.

In seguito agli scontri sono risultati sette i feriti con prognosi fino a 40 giorni. Le forze dell’ordine starebbero cercando una decina di persone. Entro oggi dovrebbe arrivare la decisione sulla convalida dell’arresto.

Per la ricostruzione dei fatti leggi Viterbonews24

 

 

  • Hunter McCoy

    All’epoca Goethe affermò che la violenza altro non è che la consapevolezza e la compensazione del proprio errore. McCoy invece, passeggiando per le strade sgarrupate del quartiere di Leith ad un passo dalle Coree di Edimburgo, è solito affermare “ve lo avevo detto”. Si, è una forma estremamente più concisa o, se volete, ermetica e meno romantica ma serve per rischiarare l’obnubilato scenario odierno.
    Divide et impera – come avevo scritto giorni fa – sta lentamente prendendo piede a livello nazionale e – ahinoi – a livello locale, la politica fomenta l’odio che i cittadini poi scaricheranno nei loro quartieri, nelle imprese, nei locali, negli enti ed in tutti quei posti in cui scorre la microfisica del potere.
    Conseguenza ovvia è l’oblio del confronto civile e del rispetto della persona in favore di pericolosi estremismi che a Viterbo hanno sempre preso piede con repentina facilità.
    Ecco perché è pericoloso serrare questa città dentro i confini delle convinzioni ataviche: nei periodi in cui è benvisto il ritorno ai totalitarismi, è bene che Viterbo dia intraprenda politiche fatte di messaggi progressisti (magari incamminandosi verso la famosa terza via) piuttosto che rinvigorire la campana di vetro con una coltre di sciovinismo.
    Occhio signori che certa gente ha impiegato attimi a prendere il potere e consolidarlo con le politiche del terrore. Imparate dai libri…