Faperdue: “Poca acqua alle Terme dei Papi? Non mi sembra ci sia questa penuria”

Faperdue: “Poca acqua alle Terme dei Papi? Non mi sembra ci sia questa penuria”

Se da un lato c’è l’opposizione in consiglio, i sindacati e l’azienda e dall’altra la giunta del comune di Viterbo, è difficile capire dove sia la verità riguardo lo stato del termalismo viterbese.

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Se da un lato c’è l’opposizione in consiglio, i sindacati e l’azienda e dall’altra la giunta del comune di Viterbo, è difficile capire dove sia la verità riguardo lo stato del termalismo viterbese. Quel che sembra è che tutto rimanga incastrato e che non si riesca ad andare avanti. Ne abbiamo parlato con uno dei maggiori esperti del termalismo viterbese, il presidente dell’associazione Il Bulicame Giovanni Faperdue.

 

Iniziamo dai fanghi, è vero che non ci sono o è vero quel che dice l’assessore e cioè che i fanghi ci sono perché non dipendono dal Bulicame?

“I fanghi vengono estratti dal Bagnaccio, quindi il Bulicame non c’entra nulla”.

 

E allora perché si lamentano i sindacati?

“In pratica si lamentano perché dal Bulicame dopo i lavori al Pozzo San Valentino arrivano solo 3 litri\secondo di acqua termale. Secondo loro questa scarsità di acqua non gli consente di fare la stagione dei fanghi”.

 

Perché meno acqua?

“Perché dopo i lavori fatti al Pozzo San Valentino, la Callara del Bulicame non ha più la stessa forza di prima e quindi c’è meno acqua. Loro lamentano questa mancanza e quindi dicono che non possono fare la stagione dei fanghi”.

 

È così?

“In pratica cercano di far sapere che non gli va bene nessuna diminuzione del flusso di acqua (come vorrebbe il comune di Viterbo, ndr). Sono abitutati a prendere circa 10 litri\secondo dal Bulicame e ora ne prendono 3. Questo è il pretesto per interrompere i fanghi. Bisogna considerare però che hanno a disposizione circa 25 litri al secondo dal Pozzetto, 6 dalla sorgente Santa Caterina e 2 dalla Sorgente del Papa. Quindi almeno dal mio punto di osservazione non mi sembra ci sia questa penuria di acqua”.

 

Insomma in fondo i lavoratori protestano perché hanno paura che con il ricorso del Comune al Tar possano perdere il proprio posto di lavoro?

“Non penso sarà così. Comunque il Consiglio di Stato ha rimandato la decisione al 15 maggio quando la camera di consiglio si pronuncerà. Intanto comunque ha detto che la lamentela è lecita, ma che l’acqua non va sprecata. Insomma ha dato un colpo al cerchio e uno alla botte”.

 

Il problema della Callara si risolverà?

“È un problema di difficile soluzione. Serve una fonte sostitutiva per la Gestervit, se si chiudesse il Pozzo san Valentino, l’azienda non potrebbe portare avanti la sua struttura (Hotel Salus Terme, ndr). Quindi servirebbe una fonte sostitutiva, ma per far quuesto servirebbe un intervento della Regione che dicesse quale fonte utilizzare”

 

Tempi?

“Non è di facile soluzione. E non si vede la soluzione all’orizzonte”.

 

Cosa prevede?

“Che dopo il 15 maggio si inizi a parlare di nuovo di ridistribuzione delle acque. La situazione è inestricabile e dipende tutto dalla Regione”.

 

Insomma Zingaretti salvaci tu?

“Eh sì..”