Faggeta dei Cimini verso il riconoscimento Unesco: “L’obiettivo è quello di trasmettere alle generazioni future un tale patrimonio”

Faggeta dei Cimini verso il riconoscimento Unesco: “L’obiettivo è quello di trasmettere alle generazioni future un tale patrimonio”

"Si sta cercando di coinvolgere anche i paesi dell’Europa centro-meridionale con l’obiettivo finale di proteggere e trasmettere alle generazioni future un tale patrimonio naturale unico in tutto il mondo"

ADimensione Font+- Stampa

Una rete di foreste vetuste di faggio per ottenere anche sui Cimini il riconoscimento Unesco. Prosegue il processo di realizzazione della rete europea delle foreste vetuste di faggio come patrimonio naturale dell’umanità. Il nome della rete è “Beech Forests – Joint Heritage of Europe”, rete sottoscritta a Parigi da parte di tutti gli ambasciatori Unesco in rappresentanza degli stati membri.
Tra i dieci siti con cui l’Italia partecipa c’è anche la faggeta del Monte Cimino. L’International Accademy of Nature Conservation of Vilm con sede in Germania ha già avviato nel 2012 il procedimento per la realizzazione di della rete grazie al lavoro dei ricercatori e docenti del dipartimento Dafne dell’Università della Tuscia.

La faggeta, fa sapere il comune di Soriano nel Cimino, nei prossimi mesi sarà oggetto di valutazione da parte di esperti internazionali dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura per arrivare tra circa un anno, tra maggio e giugno, alla conclusione dell’iter. “Del resto – spiega Fabio Menicacci – i boschi con i faggi di 300 anni sono un vero e proprio scrigno di biodiversità e la Faggeta di Soriano, in particolare, presenta le caratteristiche ideali per essere inserita in questo progetto poiché da decenni nel bosco si sussegue un ciclo naturale grazie al quale numerose specie di animali e piante vivono sulla necromassa nei vari stadi di decomposizione degli alberi monumentali. I faggi di 50 metri e con oltre 200 anni di età muoiono in questo bosco principalmente per schianti da vento forte, ma nelle radure che si creano, nuove generazioni di faggi sono subito pronte ad approfittare dello spazio lasciato libero”.

Finora il riconoscimento è stato attribuito solo alle faggete vetuste ucraine, slovacche e tedesche. “Adesso – prosegue – si sta cercando di coinvolgere anche i paesi dell’Europa centro-meridionale con l’obiettivo finale di proteggere e trasmettere alle generazioni future un tale patrimonio naturale unico in tutto il mondo. Ciò sarà reso possibile grazie ad una rete di faggete vetuste a scala europea che si estenderà dalla Svezia all’Italia fino alla Spagna e all’Ucraina”.

Poi la rivendicazione di interventi per la tutela del bosco. “Il comune di Soriano ha sottoscritto, con gli altri enti e autorità coinvolte un accordo di collaborazione che proseguirà fino al termine del processo di candidatura”. Nei mesi e negli anni scorsi molte polemiche invece hanno riguardato i tagli degli alberi, soprattutto nel comune di Caprarola. Tagli considerati sbagliati dagli ambientalisti, ma necessari dalle istituzioni.

Decarta racconta la Tuscia