Ex Terme Inps, per gli imprenditori basterebbero 18 mesi per farle rinascere. Amministrazione Michelini permettendo

Ex Terme Inps, per gli imprenditori basterebbero 18 mesi per farle rinascere. Amministrazione Michelini permettendo

Una responsabilità seria, quindi, quella che gli attuali inquilini di Palazzo dei Priori si stanno caricando sulle spalle. Potrebbero essere i padri dell'ennesima occasione mancata.

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Diciotto mesi, i primi dalla firma della concessione del complesso delle ex Terme Inps, da spendere per la costruzione e la messa in funzione del complesso termale. Diciotto mesi per realizzare il giardino di sei ettari (leggi qui) e gli impianti termali, il parco, la viabilità e il parcheggio, i servizi complementari al parco termale, la reception, il ristorante, il bar-pub, il centro benessere e la sala fitness posti al piano terra della struttura alberghiera. Una volta ultimati questi lavori e collaudato il tutto l’inizio dell’attività.

Poi lavori graduali, da realizzare nel tempo massimo di cinque anni, per completare la struttura alberghiera da 180 posti (leggi qui) e il centro medico terapeutico previsto.

Un investimento complessivo di dieci milioni di euro, per trenta anni di concessione. Che partirebbero dal verbale di collaudo dell’opera.

E’ quanto la Cogego spa ha proposto con un project financing in data 23 settembre 2015 al Comune di Viterbo. Se a Palazzo dei Priori decidessero di percorrere la via, attivando tutte le procedure di legge, nel giro di un tempo ragionevole dall’assegnazione della gara: poco più di un anno e mezzo; Viterbo avrebbe un nuovo e attraente polo termale. Liberando Strada Bagni da un cadavere schifoso di rovine e degrado che è oggi il complesso delle ex Terme Inps. E liberando una potenzialità di occupazione sicuramente significativa. Dapprima grazie alla nuova struttura stessa e poi con l’indotto che inevitabilmente si andrebbe a generare.

Ogni mese che passa con il project financing chiuso a doppia mandata nei cassetti del Comune è quindi un mese perso: per il recupero dell’area e per quanti oggi disoccupati o male occupati che potrebbe trovare una svolta alla loro vita. E a quella delle proprie famiglie. Un mese perso per il sogno di una Viterbo città termale che tanti hanno propinato a parole, per lusingare le folle, ma mai realmente attuato.

Con il rischio poi di stancare gli imprenditori pronti nel già lontano settembre 2015 a investire sulla scommessa della Viterbo termale, ma che più passa il tempo e più potrebbero essere stati attratti da altro tipo di investimenti o dagli stessi ma in altri territori.

Una responsabilità seria, quindi, quella che gli attuali inquilini di Palazzo dei Priori si stanno caricando sulle spalle. Potrebbero essere i padri dell’ennesima occasione mancata. Con buona pace dei disoccupati, dei male occupati, delle famiglie senza sbocchi e di un territorio che continua ad arrancare e oltre ai magnifici proclami a poco o niente in mano. Ah sì, ha in mano il pugno di mosche dei magnifici proclami, delle chiacchiere elettorali, di una classe dirigente un po’ così…

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