Ex Terme Inps, che fine ha fatto il bando per il recupero?

Ex Terme Inps, che fine ha fatto il bando per il recupero?

Che ne sarà delle ex Terme Inps? Il mammuth del termalismo viterbese rimane a dormire sotto le macerie, il bando per il recupero ancora non è stato pubblicato e l'immobilismo sembra regnare sovrano.

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Ex Terme Inps, un film al rallentatore. Il bando europeo, che a  fine settembre l’assessore al Termalismo Antonio Delli Iaconi annunciava come in dirittura d’arrivo, deve essere ancora pubblicato. A quanto si è appreso mancherebbe ancora il nulla osta della Regione Lazio, proprietaria al 50% delle storiche terme dei lavoratori.

La domanda sorge spontanea: che fine ha fatto questo bando? L’assessore al ramo, che si è detto più volte intenzionato a essere incisivo nella partita per il rilancio della struttura, aveva tratteggiato sempre a fine settembre il volto di quello che Palazzo dei Priori avrebbe in mente per il recupero della struttura.

Un centro termale all’avanguardia, dotato di un centinaio di camere a quattro-cinque stelle, in grado di fornire prestazioni termali ma anche legate al benessere e alla cura del corpo.

Il metodo individuato è quello del dialogo competitivo. Una procedura in voga in caso di appalti particolarmente complessi e dove non è opportuno porre troppi paletti agli imprenditori che manifestano interesse per la gara. Un modo che punta a individuare una o più soluzioni in grado di soddisfare la necessità dell’amministrazione. Una volta ultimato il giro di confronto con ogni singola azienda che intende essere della partita, il Comune le invita a presentare le offerte finali. Offerte che dovranno contenere il progetto, il piano d’impresa, le potenzialità occupazionali e altri fattori.

Uno sforzo stimato intorno ai 15 milioni di euro. Il Comune, raccolte tutte le offerte, va a scegliere la più aderente alle richieste dell’amministrazione e al tempo stessa la più economicamente vantaggiosa.

Al destino delle ex Terme Inps sembra legato il futuro del termalismo viterbese. Risulta infatti difficile pensare a una città termale senza un policentrismo di strutture, che a oggi manca. Il 17 dicembre è inoltre fissata l’udienza del Consiglio di Stato che andrà a valutare il pronunciamento del Tar sulla vicenda della quantità d’acqua che i Sensi possono utilizzare all’interno della struttura che gestiscono. In molti, tra gli appassionati del tema, non nascondono lo sconforto sulla piega che gli eventi stanno prendendo. Confidavano in un cambio di passo e in un’accellerata sul tema termalismo dall’amministrazione Michelini. Al momento però tutto procede al rallentatore.