Etruschi e turismo, quel tesoro in forte crescita che è Orte

Etruschi e turismo, quel tesoro in forte crescita che è Orte

Aumentano gli ingressi ai siti archeologici di Orte, in special modo per i sotterranei della città: una rete mostruosa di gallerie che congiunge idealmente l'intero territorio del centro storico.

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Il 2015 è stato l’anno degli etruschi, almeno secondo molti nella Tuscia. Un anno caratterizzato dalla scoperta di questo misterioso popolo, attraverso mostre, conferenze e pubblicazioni in tutta la provincia. Nella Tuscia, terra di etruschi, una città su tutte nasconde un patrimonio storico e archeologico da far invidia a molti siti e luoghi di pellegrinaggio turistico. Un tesoro che negli ultimi anni è stato riscoperto, messo in bella mostra e servito a un’ondata sempre maggiore di visitatori, grazie agli sforzi di un manipolo di volontari: parliamo di Orte e delle sue meraviglie.

Orte Sotterranea

Sul finire dell’anno, infatti, l’associazione culturale Veramente Orte traccia una linea e calcola i risultati, che da qualche anno a questa parte vanno sempre aumentando: il 2015 ha visto 9mila turisti visitare la straordinaria Orte Sotterranea, in totale sono circa 10mila gli accessi ai siti archeologici del paese ai confini con l’Umbria.

“Non ho timori ad affermare che le bellezze ipogee di Orte – afferma Giancarlo Pastura, archeologo e presidente dell’associazione – non hanno nulla da invidiare alle realtà più conosciute e affermate a livello nazionale, come dimostrato anche dall’attenzione che ci è stata rivolta dalla celebre rivista di settore Archeo che ci ha dedicato un ampio articolo nel numero di dicembre, e dall’ospitalità che Regione Lazio ci ha offerto nel corso della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum, quando abbiamo addirittura tenuto una conferenza sulle bellezze di Orte Sotterranea ed esposto il nostro materiale promozionale negli spazi destinatici dalla Regione Lazio”.

Oggi sembra che ogni città abbia una sua zona “sotterranea”, anche se a volte si tratta di una semplice grotta scavata nella terra o un’insieme di stanze ricavate verso il basso. Orte, invece, vanta una realtà ipogea ben diversa dalle altre: una serie di tunnel e grotte che percorrono l’intero paese da una parte all’altra, collegando cantine, vecchie cisterne, colombaie, abitazioni e zone inesplorate. Centinaia di metri di condotti che negli anni l’associazione Veramente Orte ha liberato dai detriti, ripulito e reso accessibili ai turisti. Ogni anno una nuova zona viene aperta al pubblico, ampliando l’offerta turistica del paese arroccato su una collina di tufo.

I musei

Grazie all’attività irreprensibile del gruppo di volontari, inoltre, è stato possibile aprire pochi anni fa il Museo Civico, nel quale sono conservati reperti provenienti dagli scavi nel centro storico, a Seripola e in altri siti archeologici di Orte. Un lavoro infinito, che oggi viene ripagato con l’aumentare dei risultati ottenuti e delle cifre dei turisti. Per anni l’unico museo presente a Orte è sempre stato quello Diocesano, al cui interno sono custodite opere pittoriche di rara bellezza, oltre ad altri segni tangibili del passaggio degli etruschi su queste terre.

“Logicamente all’attività legata alla promozione del territorio, – aggiunge Pastura – sulla quale si è investito con la creazione di un primo vero e proprio portale turistico e con la produzione di materiale pubblicitario, ci sono tutte le attività di ricerca promosse dal Museo Civico Archeologico che sfoceranno, a settembre 2016, nella presentazione di un volume miscellaneo, che confluirà all’interno della collana Quaderni del Museo Archeologico, in cui saranno raccolte numerose ricerche archeologiche condotte sul territorio negli ultimi anni”.

Il Porto di Seripola

Uno dei problemi, invece, è quello che riguarda il recupero del Porto di Seripola, che dal 2012 versa in una situazione drammatica. Questo piccolo centro urbano di età romana, infatti, potrebbe essere il fiore all’occhiello del turismo ortano e viterbese, ma l’alluvione che ha colpito Orte nel 2012 non lo ha risparmiato: le acque si sono abbattute con furia devastante sulle strutture edificate da chi, con sapiente maestria, aveva imparato a gestirle e a sfruttarne appieno il potenziale energetico e commerciale. Le coperture sono state divelte, alcune strutture più esposte delle altre alla corrente si sono disintegrate e, una volta ritirate le acque, lo scenario si è presentato in tutta la sua desolazione, con il fango che aveva invaso tutti gli ambienti, compresi quelli mosaicati del complesso termale.

Nonostante il rammarico per non aver potuto recuperare il sito, però, oggi Veramente Orte sta ottenendo grandi risultati anche sotto il punto di vista della sensibilizzazione verso Seripola.  Grazie al lavoro del dottor Stefano Del Lungo e ai rapporti sempre più positivi con la Soprintendenza Archeologia del Lazio e dell’Etruria Meridionale, infatti, stanno tornando a Orte tutti i ricchi materiali provenienti dagli scavi di Seripola, inizialmente confluiti nei magazzini di altri musei statali.

Mancano solo i fondi per il recupero, che l’associazione sta cercando di reperire in ogni maniera. C’è da sperare che la prossima amministrazione comunale del paese, sia sensibile alle esigenze degli operatori turistici ortani, che da anni lavorano per far sbocciare quel fiore incompreso che è Orte. Da sempre ricco di storia e di fascino, ma sempre considerato solo per la sua valenza come punto di snodo ferroviario e autostradale e spesso ignorato per il suo grandissimo potenziale turistico. Orte ha tutte le potenzialità per diventare un polo d’attrazione molto simile alla vicina Orvieto o a Civita di Bagnoregio, ma dev’essere accuratamente sviluppato, cosa che l’associazione Veramente Orte fa da anni seppur con i pochi mezzi a sua disposizione.

La città

“Ci preme sottolineare – conclude l’archeologo Pastura – poi che il patrimonio culturale della cittadina non è esclusivamente Orte Sotterranea, che è in questo momento senza dubbio il traino turistico della nostra città, ma che esso è composto anche da tante piccole realtà che cercheremo con impegno di far emergere”. Le bellezze del paese, quindi, vanno al di là dei suoi magnifici sotterranei o del Porto di Seripola. L’intera città è un gioiello archeologico di rara bellezza, che l’associazione mostra e svela durante i suoi tour sotto e all’interno del paese.