Elezioni regionali: per Viterbo certi solo 2 consiglieri

Elezioni regionali: per Viterbo certi solo 2 consiglieri

Nel quinquennio 2013-2018 erano 4. La riduzione è frutto della modifica alla legge elettorale regionale che potrebbe dimezzare il numero di consiglieri della Tuscia.

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Elezioni regionali: per Viterbo certi solo 2 consiglieri. La scomparsa del listino e dei “nominati” rischia di abbassare ulteriormente la rappresentanza della Tuscia nel Consiglio Regionale del Lazio dopo le elezioni del 4 marzo. Viterbo potrebbe passare da 4 a 2 consiglieri. A determinarlo è la modifica della legge elettorale approvata a fine 2017 con la quale vengono assegnati alle provincie un numero di consiglieri in proporzione al numero di abitanti delle provincie e si modifica la componente maggioritaria di elezione del Consiglio.

Ma per capire meglio come cambia l’assegnazione dei seggi, occorre fare un passo indietro. La legge elettorale è a sistema misto, per l’80% è proporzionale e per il 20% è maggioritaria. Per la parte proporzionale si prevede i 40 dei 50 seggi del Consiglio regionale di competenza diretta delle 5 circoscrizioni elettorali (ovvero Frosinone, Latina, Rieti, Città metropolitana di Roma e Viterbo) siano divisi in proporzione alla popolazione residente risultante dall’ultimo censimento.

Partendo da questo dato, il decreto del 5 gennaio 2018 ha certificato il numero di seggi che spettano alla Tuscia, ovvero 2; mentre ne spettano 29 alla Città metropolitana di Roma, 4 alla provincia di Frosinone, 4 alla provincia di Latina e 1 alla provincia di Rieti. Viterbo dunque è la penultima provincia per numero di seggi.

Quel che cambia in maniera sostanziale rispetto a prima della modifica e rispetto al voto di 5 anni fa, è la parte maggioritaria del voto. I 10 consiglieri regionali eletti come premio di maggioranza, non saranno scelti da una lista ad hoc (il “listino bloccato”, che è scompraso), ma dalle liste che avranno sostenuto il candidato Governatore vincente. Quindi non saranno più scelti in base ad un listino preconfezionato dal candidato, ma saranno scelte tra le liste che hanno partecipato direttamente alla competizione elettorale. Ma non tutte. Partecipano alla spartizione solo quelle delle circoscrizioni elettorali (quindi delle provincie) che avranno ottenuto lo stesso risultato vincente.

Per capirci. Se le elezioni le dovesse vincere CAIO e la provincia di Viterbo dovesse aver votato in maggioranza TIZIO, allora significa che non parteciperà alla spartizione di questi 10 consiglieri.

Cosa cambia rispetto al passato? Nel passato i consiglieri erano inseriti preventivamente nel listino bloccato, anche in proporzione alla popolazione dei territori, che veniva eletto in blocco solo in caso di elezione del candidato Presidente. E così la Tuscia nell’ultimo quinquennio ha potuto ottenere addirittura 4 consiglieri regionali, di cui 1 facente parte del listino bloccato (Riccardo Valentini. Gli eletti direttamente erano stati Silvia Blasi, Enrico Panunzi e Daniele Sabatini).

Tra il 2018 e il 2023 dunque Viterbo rischia di vedere dimezzata la propria presenza alla Regione Lazio.