Le elezioni di Tarquinia e nella provincia: Pd triste, Movimento acerbo e Centrodestra in forma

Le elezioni di Tarquinia e nella provincia: Pd triste, Movimento acerbo e Centrodestra in forma

Dalla disfatta del Pd, al risultato incerto dei 5 Stelle alla rinascita del centrodestra che se va unito, nella provincia di Viterbo vince

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Il dopo elezioni comunali di Tarquinia e Ronciglione, ma anche di Montalto di Castro, segna alcune linee chiare e inaspettate. Dalla disfatta del Pd, al risultato incerto dei 5 Stelle alla rinascita del centrodestra che se va unito, nella provincia di Viterbo vince.

Innanzitutto la disfatta del Pd. A Tarquinia la disfatta è totale: il Partito Democratico passa infatti dal 28,22% all’11% delle preferenze espresse dai cittadini tra la scorsa tornata elettorale e quella di domenica. Ciò significa anche passare da circa 2700 voti del 2012 ad appena 1000 di questo 11 giugno. Non solo a Tarquinia, anche a Ronciglione il Partito Democratico perde la guida della città, dopo che mezza amministrazione se n’era andata a sostenere Mario Mengoni, uscito vincente per un pugno di voti proprio sul sindaco uscente democratico Sandro Giovagnoli. Sfortuna? In realtà guardando al dato registrato alle urne, il Pd e Giovagnoli, candidato con una lista civica di centrosinistra (il simbolo del Pd non era presente), ha ottenuto la metà dei voti rispetto al 2012. Passa infatti dalle 2900 preferenze (pari al 55%) espresse a circa a 1450 pari al 30% del 2017.

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Non va meglio a Montalto dove invece si segna il nuovo trionfo di Sergio Caci che nel 2012 strappò il comune al centrosinistra. Per lui stesso numero di voti e percentuale che sale dal 55% al 59%. Una vittoria che fa il paio con il successo del centrodestra a Tarquinia che porta due candidati al ballottaggio e ne porta un altro a prendere più del 10%. A dimostrazione che un centrodestra unito avrebbe preso probabilmente il Comune facilmente al primo turno.

E proprio dal litorale, da Tarquinia e da Montalto di Castro, parte l’analisi sul Movimento 5 Stelle nella Tuscia. Proprio a Tarquinia fu eletto il primo consigliere del Movimento nel 2012 con un dignitoso 5%. Sommando i dati degli altri due candidati legati a quel Movimento, si ha un conto di un potenziale (già allora) di circa il 13%. Il dato a Tarquinia per i grillini è del 14%. Un dato basso, viste le aspettative, ma che paga gravemente della spaccatura alla base che ha portato alla candidatura di Isabella Alessandrucci e di Cesare Celletti con un’altra lista, che ha “rubato” il 6% delle preferenze e la possibilità di giocarsi il Comune al ballottaggio del 25 giugno. Insomma luci e ombre. Luci perché il consenso è rilevante, e ombre perché l’incapacità di trovare una sintesi ha fatto perdere un’enorme occasione.

A Montalto, il Movimento raccoglie invece appena l’11,66%, un dato molto lontano da ciò che è stato raggiunto a livello nazionale.

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