Edilizia, nel Viterbese perso il 50% della forza lavoro negli ultimi 5 anni. Chiuse 500 aziende

Edilizia, nel Viterbese perso il 50% della forza lavoro negli ultimi 5 anni. Chiuse 500 aziende

Le aziende che hanno chiuso sono 500. A lanciare l'allarme sulla drammatica situazione in cui versa il settore è Francesco Palese, Segretario generale della Feneal Uil Viterbo-Rieti.

ADimensione Font+- Stampa

Edilizia, nel Viterbese situazione in caduta libera. Perso oltre il 50% della forza lavoro negli ultimi 5 anni. Non solo, ma si registra anche una contrazione delle ore lavorate al 20%. Dalle 160 ore effettive lavorate a 120. Le aziende che hanno chiuso sono invece 500. A lanciare l’allarme sulla drammatica situazione in cui versa il settore è Francesco Palese, Segretario generale della Feneal Uil Viterbo-Rieti.

“Inoltre – prosegue Palese – le aziende iscritte presso la Cassa Edile di Viterbo, sono in misura molto inferiore a quelle che per tipologia d’attività risultano iscritte presso l’INPS, e addirittura ancora meno all’INAIL.

C’è poi un ricorso al lavoro nero, sempre più massiccio e sempre più evidente nelle ristrutturazioni, così come all’elusione contributiva, fiscale e previdenziale che rientra nella sfera del sommerso. Anche i dati sulla Cassa Integrazione sono la cartina di tornasole del settore edile viterbese. Infatti dallo studio della UIL Nazionale risulta che le ore di cassa Integrazione sono diminuite nella provincia di Viterbo, passando da 371.445 ore accordate a dicembre 2016, a 292.094 nel mese di gennaio 2017. Questo dato non è un segnale positivo, ma segno della situiazione drammatica del settore edile, conseguenza di appalti pubblici o privati mancanti nella provincia di Viterbo. Le aziende infatti non aprono più cantieri e gli appalti sono in forte diminuzione, per cui le aziende non si accollano il peso dei lavoratori posti in cassa integrazione. È più facile liberarsene licenziando.

Non possiamo continuare così, le previsioni danno ancora una fase negativa per il settore con ulteriori cadute di investimenti. Per un rilancio vero del settore, occorrono azioni finalizzate a potenziare le infrastrutture, volano necessario per far ripartire l’economia senza penalizzare ulteriormente la tassazione immobiliare.

Altro punto dolente sono stati i voucher venduti per finalità edili, che nella nostra provincia nel 2016 ammontano a 386.443 contro i 6.387.345 nel Lazio venduti per tutti i settori.

Per questi ultimi, così come ribadito sia dal nostro Segretario Generale UIL Carmelo Barbagallo, che dal Segretario Generale FENEALUIL Vito Panzarella, si devono riportare alla loro funzione originaria, devono cioè essere utilizzati solo per i lavori occasionali accessori, sapendo che già esistono forme contrattuali specifiche per alcune altre tipologie di lavoro a tempo determinato. Non si possono abolire del tutto per i lavori accessori, altrimenti questi particolari lavoratori, rischierebbero di rientrare nel ‘nero’. Nel settore edile poi, sono del tutto fuori dal contratto, in quanto a questi lavoratori ‘voucherizzati’ non si applicano le forme previste di tutela degli Enti Bilaterali, riguardo alla formazione, alla sicurezza, alle prestazioni che la Cassa Edile di Viterbo eroga ai lavoratori iscritti in regola. Non meno importante la posizione assicurativa INAIL e contributiva INPS, per i quali il valore del voucher non corrisponde certo ad una tutela al 100%.

Anche il Codice degli Appalti fortemente voluto dal precedente governo Renzi, ha visto una revisione in quanto lacunoso in alcuni punti. E’ positivo infatti – conclude Francesco Palese – aver rivisto la regolamentazione degli affidamenti nelle concessionarie autostradali che salvaguardano l’occupazione altamente specializzata delle società di manutenzione (3.000 lavoratori in questo settore), così come l’estensione del DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) per ‘Congruità’ (Importo appalto – lavoratori utilizzati – Contratti dei lavoratori) e l’obbligo di inserimento delle Clausole Sociali, che garantiranno la tutela dei lavoratori e la prosecuzione occupazionale nel caso di cantieri rescissi”.

Banner
Banner
Banner