Ecco ‘Virgil’, un progetto per portare centinaia di universitari americani a Viterbo

Ecco ‘Virgil’, un progetto per portare centinaia di universitari americani a Viterbo

Il poeta Virgilio, che già ha accompagnato Dante nell'inferno del Bullicame potrebbe riaffacciarsi a Viterbo. Portando con sè centinaia di universitari americani e dando respiro economico al ristagnante territorio Viterbese.

ADimensione Font+- Stampa

universitariLa città dei papi sogna l’America. La formazione classica potrebbe essere il “prodotto” con cui il capoluogo della Tuscia può trovare mercato oltre oceano. L’occasione si chiama progetto ‘Virgil’, dal nome del poeta latino e guida di Dante Alighieri nella Divina Commedia.

Ma cosa è ‘Virgil’? Un progetto che si propone di offrire a studenti delle università americane, impegnati in percorsi di formazione su materie umanistiche, un’esperienza in Italia. Sei mesi o un anno nel Bel Paese, per effettuare i propri studi e perfezionare la propria formazione.

I primi contatti tra i curatori di ‘Virgil’ e l’amministrazione comunale sono stati stabiliti lo scorso settembre, mentre il 9 dicembre una delegazione è venuta in visita alla città.

Viterbo ha dalla sua una posizione geografica baricentrica rispetto a tanti luoghi simbolo dell’Italia: da Roma a Firenze, passando per Pompei, Napoli e altre realtà importanti. Ma anche un territorio ricco di testimonianze storico-archeologiche. Offre inoltre una dimensione tranquilla e costi contenuti.

Il progetto ‘Virgil’ si propone come data d’inizio gennaio 2016, mentre l’anno che sta per aprirsi dovrà servire per illustrare l’opportunità a 128 università a stelle e strisce.

A Palazzo dei Priori è richiesto di mettersi a lavoro per individuare gli spazi per la realizzazione di un centro studi di prestigio che accolga uffici, qualche aula, spazi comuni e la residenza di una decina di professori e ricercatori americani.

Si parla di 500 ragazzi nei primi 4 mesi del 2016. Ma è ipotizzabile una turnazione annuale, capace quindi di portarne un numero maggiore. Tradotto in soldoni stiamo parlando di un’operazione che, qualora andasse in porto, porterebbe nel capoluogo della Tuscia un sollievo economico interessante. Parliamo di 500 ragazzi che alloggiano, mangiano e spendono in città. Una vera e propria manna dal cielo. Senza contare che ognuno di loro potrebbe portare in visita a Viterbo parenti e amici, incidenti sullo sviluppo turistico del territorio.