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Ecco perché servono bandi, regole chiare e scelte politiche

Ecco perché servono bandi, regole chiare e scelte politiche

Per evitare disastri simili, che, tra l’altro, mettono in difficoltà gli operatori (e a ricaduta anche i tecnici del settore) bisognerebbe dare certezze, essere credibili e dire dove si vuole andare.

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Ecco perché servono dei bandi, regole chiare e scelte politiche. Tutto il casino che è successo oggi dopo la pubblicazione sull’albo pretorio online del comune di Viterbo, riportata da La Fune, della determina con la graduatoria per l’attribuzione dei contributi per l’estate viterbese 2013, dipende da questo. Da una mancata pubblicazione di un bando, ma di un avviso pubblico (fatto dalla precedente amministrazione, ma prorogato nei termini dall’attuale) che non era né carne né pesce, dalla mancanza dell’indicazione di regole certe, dalla mancata capacità della politica di scegliere e dall’approssimazione con la quale si è poi arrivati a chiudere la pratica.

Sono stati finanziati, infatti, tutte TUTTE le realtà che ne avevano fatto richiesta (a parte la dimenticanza per l’evento dell’Arci). Nessuno si è chiesto cosa meritasse e che cosa no, ma solamente se fosse tutto approssimativamente in regola. Perché dico approssimativamente? Perché sono stati assegnati contributi a realtà che avevano rinunciato. Insomma, più chiaro di così?

Ecco, per evitare disastri simili, che, tra l’altro, mettono in difficoltà gli operatori (e a ricaduta anche i tecnici del settore) bisognerebbe dare certezze, essere credibili e dire dove si vuole andare. Per farlo è ora di smetterla con gli affidamenti a voce e bisognerebbe riappropriarsi della capacità di scelta e di indirizzo perché scegliere e indirizzare sono le uniche cose che si richiedono alla politica.

 

 

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