Il pagellone de La Fune, parte prima: la maggioranza

Il pagellone de La Fune, parte prima: la maggioranza

Siamo stati buoni. È Natale. Fate la tara ai voti che abbiamo dato.

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Siamo a fine anno ed è tempo di bilanci. Il 2015 è alle porte e noi vi raccontiamo, come ci viene, con un po’ di ironia, il 2014. Queste le nostre pagelle tra alcuni degli esponenti della maggioranza. Nei prossimi giorni, vi presenteremo anche le pagelle della minoranza, ma anche quelle della società civile. Stay tuned.

 

numeri

 

La Giunta

Leonardo Michelini. Strattonato da più parti, va avanti nonostante le mille difficoltà. Dopo un anno e mezzo alla sua guida, la città non è decollata e sembra quella di sempre e ogni volta che c’è una polemica o un problema lui la soffoca e fa finta di niente. Voto 5,5. Pompiere.

Raffaella Saraconi. Un anno quasi da dimenticare per lei. Prima, anche se la delega all’ambiente non era sua, si prende in faccia tutte le polemiche che seguono alla scoperta di Chiara Frontini sull’abbancamento dei rifiuti romani a Viterbo, di cui diceva di non sapere nulla. Poi presa in mano la delega scoppia il caos sulla differenziata e la sporcizia della città, e quando cerca di far fuori Viterbo Ambiente a essere fatta fuori è lei stessa. Voto 5. Pungiball.

Alvaro Ricci. Estende la programmazione del centro storico e crea l’osservatorio con le associazioni che vi operano. Cerca di realizzare dei progetti per la città poi quando Viva Viterbo lo attacca viene difeso dal Pd, ma stravince Viva Viterbo e Michelini gli leva la delega. Voto 6. Indifeso.

Giacomo Barelli. Esce dal turbine delle critiche cambiando delega, perché alla cultura era stato pessimo. Non brilla più di tanto con il nuovo assessorato, ma quasi si fa rimpiangere dal suo successore Delli Iaconi. Quando ha a che fare con noi de La Fune è spesso fuori luogo. Voto 5. Antipatico.

Luisa Ciambella. Ha l’assessorato più difficile di tutti: quello al bilancio. Tra Esattorie Spa, Francigena, assestamenti di bilancio, patto di stabilità e tutto quello che vi pare, è difficile tirare fuori i soldi per gli investimenti. Voto 6. Ragioniera.

Antonio Delli Iaconi. Impone la sua politica culturale. Sembra avere una visione chiara di quel che vuole, ma a volte si perde come la particella di sodio nella pubblicità dell’acqua Lete. Non ascolta le rimostranze di quasi tutte le realtà culturali (su tutte il Tetraedro) e non si rende conto di errori madornali. Voto 5,5. Disattento. Però voto 8 per lo stile, 10 per i tutti i suoi occhiali da sole. Scarface.

 

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Il Consiglio

Francesco Serra. Le sue pretese, come quelle del Partito Democratico in generale, non ottengono i risultati sperati. È il capogruppo del principale alleato di maggioranza, ma non riesce a imporsi. Ci si impegna come pochi, ma non gli danno retta. Voto 5. Incazzoso.

Paolo Moricoli. Mesi e mesi di anonimato più assoluto, poi si candida ad assessore, si chiude con Michelini in Comune per parlarne, ma alla fine rimane consigliere. Da apprezzare come ci abbia messo la faccia quando si è trattato di prendere le difese degli immigrati, considerati da alcuni la causa di ogni problema a Viterbo, rimanendo il solo a farlo. Voto 7,5 per il coraggio. Voto 3,5 per il resto, anonimo. Media Voto 5,5. Don Chisciotte.

Maria Rita De Alexandris. “Ci senti?”, “No” (clicca qui per capire). Voto 2 per l’improvvisazione. Bollywood.

Goffredo Taborri. Uno dei tanti che urla e sbatte i piedi. Quando chiede spiegazioni in Consiglio il sindaco Michelini fa finta di non sentire e piuttosto le dà all’opposizione. Voto 5. Dimenticato.

Melissa Mongiardo. Si vede e parla poco, ma quando prende di petto una questione non se la lascia scappare di mano. Si prende in carico la questione del Registro per le coppie di fatto e combatte fin dentro il proprio partito senza mandarle a dire a nessuno. Ci riprova con quello per il Testamento Biologico. Porta in tribunale chi si azzarda a mettere in discussione la sua buona fede. Voto 7. Voto 5 per i copricapo. Vendicativa.

Daniela Bizzarri. Con le sue dichiarazioni a Sbottonati e in Consiglio comunale contro Chiara Frontini scatena sempre un putiferio. Voto 9, per la simpatia. Voto 3 per l’opportunità di certe parole. Media voto 6. Un po’ meno Danie’.

Arduino Troili. Fa come gli pare, vota contro tutto ciò che può definire questa giunta di centrosinistra: dal registro per le Coppie di Fatto a quello per il Testamento biologico. Voto 5. Spaesato.. il centrodestra è di là Ardui’. In teoria.

Mario Quintarelli. Da sempre il nostro preferito. Non le manda a dire a nessuno e le sue critiche a Michelini sono le più lucide dell’intero Consiglio comunale. Voto 8. Piantagrane.

Sergio Insogna. Mette a bando i fondi per i contributi per le attività sportive, al contrario di quello che avviene per quelli per la cultura. Voto 6,5. Allenato.

Filippo Rossi. Sempre al centro delle polemiche, ma si gode la sua intoccabilità. Non sa gestire il Consiglio comunale, pare impreparato e si rende antipatico a tutti. Voto 5. Voto 2 per le parole su Napoli. Fuori luogo.

 

Appuntamento domani alle 12.00 per quelle della minoranza.