Ecco come si perde tempo in consiglio comunale, minuto per minuto

Ecco come si perde tempo in consiglio comunale, minuto per minuto

La sintesi di quello che è successo oggi pomeriggio la potrei scrivere ogni volta che si svolge un Consiglio comunale. E tutto questo non è proprio possibile nel rispetto dei cittadini e delle Istituzioni.

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Vi spiego come si è svolto il Consiglio comunale di Viterbo di oggi e di conseguenza quali sono le priorità della politica.

Inizio con i dati di fatto:

  • oggi era convocato il Consiglio comunale per le 15.30;
  • il Consiglio è iniziato alle 16.15 circa, con 45 minuti di ritardo;
  • pochi minuti prima delle 17, dopo un paio di interventi della minoranza e uno della maggioranza su un ordine del giorno per impegnare l’Amministrazione a battersi per una gestione pubblica dell’acqua, il Pd con il vicecapogruppo Aldo Fabbrini ha chiesto 10 minuti di sospensione per trovare una posizione comune in maggioranza;
  • il presidente del Consiglio vicario, Patrizia Frittelli, ha accordato la sospensione dando appuntamento ai consiglieri alle 17.30 per la ripresa dei lavori. Quindi 30 minuti, non 10;
  • il Consiglio è ripreso alle 18.15, dopo 1 ora e 15 minuti di pausa;
  • alle 19.35 nuova sospensione della durata annunciata di 5 minuti in attesa di alcune comunicazioni del sindaco Michelini;
  • il Consiglio è ripreso alle ore 19.55, dopo circa 20 minuti;
  • alle 20.40 ennesima interruzione, questa volta per richiesta di Forza Italia, che riunisce la minoranza;
  • lavori ripresi alle 20.45;
  • il Consiglio si è chiuso definitivamente alle ore 20.50, una eccezione. Di solito si chiude massimo alle 20;
  • la durata totale del Consiglio è stata di 5 ore e 20 minuti;
  • la somma di pause e ritardi è di 2 ore e 25 minuti circa;
  • la somma dei tempi di lavoro è 2 ore e 55 minuti circa.

 

Concludo con alcune considerazioni sparse:

  • non è possibile che a causa dei ritardi e delle sospensioni si arrivi a perdere quasi metà del tempo a disposizione per la città;
  • le mozioni che erano in discussione sono state presentate da settimane e la maggioranza, invece di arrivare con una posizione condivisa in merito, dopo 45 minuti di ritardo, si è dovuta riunire un’ulteriore ora e 15 minuti per trovarne una;
  • all’ordine del giorno ci sono decine di argomenti inevasi da mesi, perché non c’è tempo di discuterli. Ma si perdono ore di tempo in questo modo ad ogni seduta di Consiglio;
  • la seduta di un Consiglio comunale non è un momento per fare riunioni di maggioranza, ma un momento in cui si deve discutere di temi di interesse generale e i consiglieri dovrebbero arrivare preparati e magari avendo fatto, prima, la riunione di maggioranza per decidere una posizione comune;
  • la maggioranza lavora e si riunisce in questi giorni per scegliere a chi deve andare quella poltrona lì o quella là (su tutte la presidenza del Consiglio comunale dopo le dimissioni di Filippo Rossi), ma arriva in Consiglio senza aver concordato una posizione condivisa su temi, come la gestione pubblica o privata dell’acqua, che non è proprio una questione secondaria;
  • nello specifico di oggi il Consiglio si è chiuso con un rinvio perché non c’è stato tempo di presentare emendamenti ad una proposta della maggioranza nata in una delle sospensioni. Insomma, torna tutto.

 

 

 

  • Federico Fracassini

    Ho proposto, col movimento Patriae, l’abolizione dei gettoni di presenza anche per aumentare l’efficienza del consiglio e delle commissioni. Appoggiate questa proposta come testata giornalistica, la mia vuole essere una battaglia civica prima che politica.

    • Simone Carletti

      Non ritengo che cancellare il gettone di presenza sia una buona mossa, il rischio è quello di far diventare elitaria la politica. Sarei per monitorare l’attività in Consiglio e legare i gettoni anche alla produttività, “multe” per i ritardi, etc. Serve una assunzione di responsabilità da parte di chi rappresenta i cittadini

      • Federico Fracassini

        fino a pochi anni fa avevamo le circoscrizioni i cui consiglieri percepivano circa tre euro di gettone ( e spesso li donavano in beneficenza) eppure riuscivano tutti a fare politica. certo i consigli si facevano la sera e non in orario di lavoro, ma questo consentirebbe anche al popolo di assistere ai lavori del consiglio… e poi come fanno adesso si rischia l’elite al contrario, pensi che un lavoratore autonomo riesca a colmare la perdita di mezza giornata di lavoro con euro di gettone lordo?
        altro discorso vale per l’esecutivo che deve essere retribuito e deve rispondere dei risultati che porta. non voglio fare un posto chilometrico, ma ci sono molti aspetti da considerare intorno all’utilizzo del gettone, magari in un confronto di persona sarebbe più facile fare un ragionameto completo

        • Federico Fracassini

          46 euro ( il bloc num era disattivato)

        • Simone Carletti

          I consiglieri devono lavorare di più e meglio secondo me. Il punto è questo: va incentivata la produttività. Il costo del gettone non può essere la base di partenza del ragionamento per quanto mi riguarda..

      • Federico Fracassini

        i soldi diamoli a chi viene sfrattato, a chi perde il lavoro e non riesce a pagare le bollette…

  • Hunter McCoy

    Togliere il gettone è una salvinata.
    Chi vuole voti è in cerca di potere, non delle 100 Euro facili. Si tesse una trama di relazioni col potentato politico, si fanno favori a tante persone che poi dovranno rifarteli. Ecco perché si candidano. La risposta è il grande carrozzone del clientelarismo.
    Facciamo un gioco più divertente: facciamo che se non si raggiungono determinati obiettivi si azzera la giunta. Facciamo che chi fa più di un tot. di assenze ingiustificate viene cacciato senza possibilità di rielezione.
    Ma che vi dico. Io sono un romanticone dal facile anelito. Per la politica viterbese calza un solo detto:
    Adda venì Baffone!

  • Federico Fracassini

    Baffone fallo venire a casa tua! Chi fa un tot di assenze ingiustificate va a casa perché lo prevede il regolamento e le giunte vsnno a casa se i consiglieri staccano la spina, ma se qualche consigliere non volesse rinunciare alla paghetta la staccherebbe???? Per fare politica a livello comunale (e NON mi riferisco all’esecutivo ovviamente) non servono soldi, basta organizzarsi…