E’ morto a novant’anni Nello Celestini, padre del Sodalizio e ultimo leone della città di Viterbo

E’ morto a novant’anni Nello Celestini, padre del Sodalizio e ultimo leone della città di Viterbo

Si è spento nella sua casa nel quartiere Pilastro il padre del Sodalizio dei facchini Nello Celestini. Aveva novanta anni. Con lui se ne va uno degli ultimi leoni viterbesi.

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Se ne va uno degli ultimi leoni viterbesi. A novanta anni si è spento nella sua casa nel quartiere Pilastro Nello Celestini. L’addio commosso dei facchini per il loro “Spolverone”, un padre. Alle 19,30 di questo sabato 14 febbraio l’ultimo respiro del fondatore del Sodalizio. L’aveva voluto fortemente, sollecitato e sostenuto dall’allora sindaco Rosato Rosati, dopo la tragedia sfiorata durante il trasporto di quel tre settembre 1986.

Tutti salvi sotto la Macchina, con Nello che strappa il microfono dalle mani del costruttore Socrate Sensi e prende il comando. In quel momento nasce la figura del capofacchino, nasce il Sodalizio. “C’era anche mio figlio là sotto e c’erano tutti i miei ragazzi”, è la frase con cui raccontava quell’attimo. Poi le cene con la gente del consorzio, gli incontri con il sindaco e Rosario Scipio per capire in che direzione andare e scrivere uno statuto.

Poi l’inizio di una grande avventura, che oggi è solida e forte. Solida e forte come il carattere di Nello, persona schietta, capace di grandi slanci e di concretezza. Santa Rosa come compagna di vita, con quella magia del trasporto che l’aveva preso da ragazzo e non lo aveva mai lasciato. Una sorta di febbre di fede, che anche negli ultimi anni aveva continuato a bruciare. Presente nella vita del Sodalizio fino all’ultimo, con la Macchina di Santa Rosa davanti agli occhi fino all’ultimo. Nella sala della casa del Pilastro fanno bella mostra di sé alcuni modellini, quegli stessi modellini che Nello aveva pensato per poterli vendere e raccogliere i soldi necessari alla realizzazione del monumento ai facchini di piazza della Repubblica.

Lui a invitare il papa Giovanni Paolo II a venire a vedere la Macchina, lui a battere la mano sulla spalla di tanti giovani: “Regazzí, prepara la divisa che ‘l tre settembre see deli nostri”. Lui a sognare quel Museo delle Macchine di Santa Rosa che ancora non c’è.

Lunedì mattina alle 10 l’ultimo saluto alla chiesa di Santa Rosa. Tanti i messaggi di cordoglio che in queste ore stanno arrivando dalle autorità cittadine. La sua famiglia lo ha salutato con queste parole: “Abbiamo appreso con grande sgomento che alle 19,30 di oggi 14 febbraio 2015 il nostro grande Presidentissimo Nello Celestini ha lasciato questa vita terrena. Ora, con tanti altri Facchini, riposa sereno sotto l’aura celeste della nostra Rosina”.