E’ il giorno di Schenardi, torna lo storico Caffè

E’ il giorno di Schenardi, torna lo storico Caffè

Riapre il salotto buono dei viterbesi. Oggi pomeriggio alle 17,30 il taglio del nastro per l'importante scommessa imprenditoriale di Primo Panaccia sul Caffè Schenardi. Un'azione d'impresa, ma anche una roba di appartenenza e voglia di migliorare il proprio territorio.

ADimensione Font+- Stampa

E’ il giorno del ritorno sulla scena del Gran Caffè Schenardi. Riapre il salotto buono della città grazie a una nuova scommessa dell’imprenditore viterbese Primo Panaccia. Si tratta di una riapertura ad alti livelli, tutta all’insegna della qualità.

Alle 17,30 il taglio del nastro, su invito. Da domani lo storico locale rientra a pieno titolo nella vita cittadina, con la speranza e la convinzione che i viterbesi sapranno apprezzare. Il debutto sara’ in grande stile: le troupes del National Geographic trasmetteranno in diretta la cerimonia di inaugurazione, puntando le telecamere sulla spettacolarità degli ambienti riportati agli antichi splendori con pavimenti lucidati a specchio, lampadari di cristallo, tende drappeggiate in elegante broccato, bassorilievi in peperino e vetrate in stile liberty.


Un Gran Caffè ancorato al passato e alle tradizione per lo stile interno ma anche adattato alle esigenze del 2015. Una delle maggiori novità la presenza di un’area in cui saranno allestiti tablet, fruibili in maniera gratuita, che daranno la possibilità ai clienti di leggere i giornali di tutto il mondo. Al Gran Caffe’ lavoreranno circa 30 persone, un personale altamente qualificato che ha superato ben quattro selezioni preliminari.

Un investimento importante quello di Primo Panaccia, che ha messo sul tavolo oltre che lo spirito imprenditoriale anche la passione per il recupero di un pezzo della storia di Viterbo. Stessa passione che ha animato i proprietari della struttura, la famiglia Orzi, che sono venuti incontro in maniera ragionevole sul prezzo dell’affitto.  Il ritorno di Schenardi è sicuramente un segnale importante anche per il centro storico, soprattutto la sua rinascita nel segno della qualità si presenta come una stella cometa anche per gli altri.

Dopo l’inaugurazione, il Gran Caffè Schenardi sarà aperto al pubblico tutti i giorni, dalle 7.00 alle 21. Il venerdì e il sabato chiuderà alle 2.00. Durante la stagione estiva, la chiusura sarà sempre alle 2.00. Per domenica 8 marzo Schenardi ha organizzato una gesta per i più piccoli nelle vie del centro: da Corso Italia a via Roma.

  • Hunter McCoy

    Adesso cercate di mondare gli attacchi di viterbesità convulsa che arriveranno (se ce la farete). Altrimenti la fine sarà la solita: Cayenne parcheggiato a piazza delle erbe, marchio Roy Rogers stampato sul culo, prosopopea da grandi imprenditori che fanno l’aperitivo “artistico” manco fossero allo Zucca in Galleria, camerieri che ti ignorano che non hai l’odore di Mini impregnato sui vestiti prima linea che hai acquistato dalla Bonucci, qualità media ad un prezzo decisamente discutibile e servizio lento. Se ce la fate a superare quest’imbuto auguri, altrimenti si rischia la Rupe Tarpea…

  • Gufo

    Sabato sono entrato nel famoso caffè per vedere se effettivamente qualcosa era cambiato rispetto alle gestioni precedenti. Nonostante i pochi avventori alle 15:30 la cassiera mi ignora totalmente e le passo davanti senza che lei mi rammenti che in quell’esercizio bisogna fare lo scontrino prima di ordinare (sarebbe prassi, ma l’abitudine di fare l’opposto non mi ha fatto porre il dubbio). Così dopo un paio di minuti al bancone scopro la trafila, grazie ad alcuni ragazzi stranieri che la barista ha rimandato alla cassa dopo aver ordinato tre cappuccini, e ricomincio. Alla cassa ci sono due persone davanti e me, per fare uno scontrino per due caffè passano altri tre minuti. Torno al bancone un po’ infastidito per l’attesa e, dopo aver notato che ai ragazzi di prima erano stati serviti i cappuccini “freddi” perché preparati mentre perdevano tempo alla cassa per pagare e aver atteso ancora un po’ per essere notato da almeno uno dei tre baristi, ordino finalmente il mio caffé. I tre si guardano e poi decidono chi deve prepararmi la magica bevanda, una ragazza mi riempie un bicchierino d’acqua e poi mi “serve” la tazzina. Il virgolettato è d’obbligo perché la tazzina viene posta in equilibrio precario sul rialzo del piattino, che a sua volta è stato posizionato sul bordo interno del bancone, senza nemmeno l’accortezza di ruotare il manico della tazzina verso il cliente. Assaggio… Da un caffé da 1€ mi aspetto molto. Invano. Lascio metà caffé nella tazzina; poso il tutto sul bancone ed esco schifato.

    L’ennesima occasione persa per uno dei locali più belli di Viterbo (ma anche d’Italia).