Il 35% dell’acqua immessa in rete non raggiunge gli utenti. Dove finisce?

Il 35% dell’acqua immessa in rete non raggiunge gli utenti. Dove finisce?

Il caldo e le difficoltà dei bacini idrici della nostra Regione, come ad esempio quelle del Lago di Bracciano, portano drammaticamente il tema all’ordine del giorno.

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Il 35% dell’acqua erogata a Viterbo viene dispersa. In questi giorni di siccità, attenuati dai temporali di queste ore, il dato pubblicato dal Sole 24 Ore nello scorso aprile assume un peso maggiore. Il caldo e le difficoltà dei bacini idrici della nostra Regione, come ad esempio quelle del Lago di Bracciano, portano drammaticamente il tema all’ordine del giorno.

Secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore analizzando l’acqua che esce dai serbatori e quella che giunge agli utenti finali, si ha questo risultato. Nel Capoluogo viterbese l’acqua che viene dispersa, calcolata in questo modo, risulta pari al 35%. Si tratta appunto di una differenza tra “i volumi immessi in rete e i volumi complessivamente erogati”.

Il dato riferito al 2015 vede una media dei Capoluoghi attestarsi intorno al 38% con picchi del 60% circa a Frosinone, Campobasso, Potenza, Vibo Valentia, Tempio Pausania e Iglesias. Tra i più virtuosi Pavia, Monza, Mantova, Udine, Pordenone, Macerata, Foggia e Lanusei sotto al 15%. Il dato nazionale è peggiorato di circa il 3% rispetto al 2012.

Viterbo si trova più o meno a metà classifica, con il 35,1% di dispersione.

La tabella del Sole 24 Ore.

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