Dove, come e perché si vota e quando si saprà chi ha vinto: il dibattito referendario in sintesi

Dove, come e perché si vota e quando si saprà chi ha vinto: il dibattito referendario in sintesi

Dove, come, quando e perché si vota: il dibattito referendario in sintesi. Se siete tornati oggi da un viaggio sulla luna e non sapete ancora nulla, non preoccupatevi vi abbiamo preparato un piccolo vademecum in vista del voto.

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Dove, come, quando e perché si vota: il dibattito referendario in sintesi. Se siete tornati oggi da un viaggio sulla luna e non sapete ancora nulla, non preoccupatevi vi abbiamo preparato un piccolo vademecum in vista del voto.

 

Primo spoiler: si vota oggi.

Quando: si vota oggi dalle 7 alle 23.

Dove: il vostro seggio è indicato nella vostra tessere elettorale.

Cosa serve per votare: per votare è necessario un documento di identità e la tessera elettorale.

Cosa fare se manca un documento: ci si può rivolgere all’ufficio anagrafe o elettorale del proprio comune che rimarrà aperto per la stessa durata dei seggi.

A Viterbo: l’ufficio elettorale rimarrà aperto con orario continuato dalle 7 alle 23 in piazza del Comune, sotto ai portici di Palazzo dei Priori.

Cosa si vota: si vota la Riforma Costituzionale approvata dalla Camera lo scorso 12 aprile.

Il quesito sottoposto a votazione. Qui le cose iniziano a complicarsi perché secondo qualcuno il quesito è fuorviante. Comunque la pensiate, il quesito è questo: “Approvate il testo della legge costituzionale concernente ’disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione’, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?”.

Come si vota: bisogna rispondere con una croce, sul SÌ se si approvano le modifiche, o sul NO se non si approvano.

Chi vince: vincerà la posizione che prenderà un voto in più rispetto all’altra. Non ci sono quorum, quindi anche se votassero solo 5 persone, il referendum sarebbe valido.

Quando sapremo chi ha vinto: lo spoglio inizierà subito dopo la chiusura dei seggi (ricordate? chiudono alle 23). Dopo alcune operazioni preliminari inizia lo spoglio vero e proprio, che sarà molto veloce. Tra i primi exit-poll e le prime proiezioni si capirà facilmente chi avrà vinto. Se lo scarto è consistente, già alle 00.30 si saprà in linea di massima chi ha vinto, se no bisognerà aspettare qualche minuto in più.

Ora una piccola carrellata di opinioni a confronto. Sono opinioni generalizzate sui principali temi del dibattito sul Referendum costituzionale.

 

-Bicameralismo perfetto e accelerazione del processo legislativo.

Chi vota sì, generalmente vota sì perché crede che con il voto l’addio al bicameralismo perfetto si supererà il passaggio di leggi tra Camera e Senato, con benefici in termini di tempo di approvazione delle leggi, oggi faraonici. Chi vota no, sostiene in genere che quando una maggioranza ha voluto, ha votato le leggi in tempi brevissimi.

 

-L’abbattimento dei costi della politica e il nuovo Senato.

Chi vota sì è contento della diminuzione del numero dei parlamentari (il Senato sarà ridotto da 315 a 100 senatori e non sarà eletto direttamente, motivo principale per cui non voterà la fiducia al Governo, qualora vincesse il sì) e dell’abbassamento dei costi della politica. Così l’abolizione del Cnel, un ente considerato inutile più o meno da tutti, produrrà notevoli risparmi. Chi vota no, generalmente sostiene che il motivo del rendere il Senato non eleggibile direttamente sia un tentativo di rafforzare i partiti a discapito dei cittadini e il vero risparmio sarebbe da discutere serenamente in altra sede.

 

-La partecipazione dei cittadini.

Chi vota sì sostiene che l’introduzione di referendum propositivi e le modifiche sul quorum dei vari tipi di referendum migliorino la qualità delle democrazia. Chi vota no sostiene che l’aumento del numero di firme necessarie per leggi di iniziativa popolare da 50mila a 150mila e la “nomina” dei Senatori, allontani i cittadini dalle decisioni politiche.

 

-Nuova ripartizione delle competenze tra Stato e Regione.

Chi vota sì sostiene generalmente che ci sia troppa confusione sulle competenze e che sia ora di ridefinirle anche affermando che quando c’è un interesse nazionale sia lo Stato, e non la comunità locale, a scegliere. Chi vota no sostiene che la riforma peggiori questa confusione e che l’introduzione del concetto di interesse nazionale sia lesivo delle autonomie locali.

 

Se volete approfondire ancora, vi suggeriamo di sfogliare lo speciale di Valigia Blu: lo trovate qui.

Buon voto a tutti.

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