Dopo un 2015 dedicato agli etruschi, arriva un 2016 alla scoperta degli etruschi

Dopo un 2015 dedicato agli etruschi, arriva un 2016 alla scoperta degli etruschi

Fissati nove appuntamenti da gennaio ad aprile per approfondire uno dei temi più cari della nostra terra

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Siamo o non siamo la Tuscia, l’antica terra del popolo etrusco? E allora perché dedicare un solo anno alle nostre radici, quando possiamo dedicargli molto più tempo e attenzione? Questo il concetto base dopo un 2015 pieno di iniziative soddisfacenti centrate sull’antico popolo dell’Etruria. In primis il grande successo di Etruschi 3D, che ha portato a Viterbo migliaia di turisti incuriositi dalla manifestazione. Ma il 2016 non sarà da meno, almeno è quello che ieri è stato promesso alla Carivit durante la presentazione di “Etruscan – gli Etruschi mai visti”.

Nove incontri sulla misteriosa civiltà dell’Etruria in compagnia di storici e archeologi di fama internazionale. A partire dall’11 gennaio fino al 15 aprile, quindi, gli etruschi tornano sotto i riflettori della cultura e del turismo. Perché è difficile mettere da parte un popolo che ha influito così tanto sulla cultura e lo sviluppo del nostro paese.

Altri nuovi appuntamenti con gli etruschi, il primo dei quali sarà caratterizzato dalla presenza di ben cinque diverse Soprintendenze (Lazio, Umbria, Toscana, Campania ed Emilia Romagna), che conferiranno spessore all’iniziativa, confrontandosi e rappresentando l’intero territorio dell’Etruria. Il dominio degli etruschi, infatti, si estende per un’ampia fetta dell’Italia centrale, anche se le tracce più consistenti del loro passaggio si trovano soprattutto fra Alto Lazio, Umbria e Toscana. Queste zone che ancora oggi mostrano nei profili delle loro città il passaggio indelebile della cultura etrusca.

Durante la conferenza, comunque, sono stati anche ricordati gli appuntamenti con il popolo dell’Etruria che ancora è possibile visitare, come il già citato Etruschi 3D, alla cui collezione presto si aggiungerà uno degli ultimi reperti recuperato a Vulci qualche anno fa: la Sfinge, un oggetto simbolo della civiltà locale. Intanto, però, l’appuntamento con la prima conferenza è stato fissato per l’11 gennaio alle 17.30, presso l’auditorium della Fondazione Carivit a Valle Faul.