Donne a Viterbo tra politica, imprenditoria e sociale

Donne a Viterbo tra politica, imprenditoria e sociale

Intervista a tre donne della Tuscia impegnate in settori diversi che ci danno la loro personale visione sul mondo femminile contemporaneo

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In occasione della giornata di oggi abbiamo voluto ascoltare le opinioni di alcune donne viterbesi. Donne che grazie alla loro vita quotidiana potessero essere d’esempio per il genere femminile della Tuscia e che potessero darci una chiara opinione di quello che significa essere donne oggi nel viterbese, ma soprattutto in Italia. Tre donne scelte in base alla loro professione e che, alla fine, ci daranno tre punti di vista diversi su quel che significa per loro “essere donne oggi”: Melissa Mongiardo, consigliere comunale del Comune di Viterbo, Sara Pizzi, impegnata nel sociale e nella realizzazione di Senza Caffeina, e Luigia Melaragni, segretaria viterbese di CNA.

“Essere donna oggi è una continua lotta per la parità” ci dice Melissa Mongiardo. “Non mi sono mai definita una femminista, anzi sono per la parità di diritti di uomini e donne, che dovrebbe essere visti essenzialmente come individui. Purtroppo, soprattutto nella politica, la visione della donna è ancora subalterna. Non credo sia assurdo – ci dice ancora la Mongiardo – che una donna ricopra posizioni di particolare potere; eppure ricordo che ci fu un po’ di ‘scandalo’ quando la Boldrini venne eletta Presidente della Camera, incarico già ricoperto da Nilde Iotti dal 1979 per inciso”.

Secondo Sara Pizzi, invece, essere donne nel mondo del sociale “vuol dire portare quelle caratteristiche tipicamente femminili in questo mondo. Un istinto che si lega a quello materno e che nel tempo abbiamo un po’ perduto, ma che oggi torna attuale. Nel mio campo non vedo particolari differenze a seconda del genere, anche se i muri esistono ancora e si sono spostati sullo status sociale”.

“Mi risulta sempre difficile fare distinzioni di generi” ci dice Luigia Melaragni. “Forse la donna porta nel suo lavoro un accresciuto senso di responsabilità. Ho sempre visto il genere femminile nell’imprenditoria più esigente verso se stesso, almeno rispetto a molti uomini. La maggior parte dei muri, però, sono ormai caduti e non vedo troppa differenze dal mio punto di vista. Differenze che sfortunatamente ancora esistono in alcuni campi, basti vedere i dati sull’occupazione o sulla differenza di salari per accorgersene”.

A tutte e tre le intervistate, infine, è stato chiesto di esprimere un pensiero sul futuro della donna nella società. Melissa Mongiardo spera che “le donne possano avere più voce in capitolo all’interno della politica locale e nazionale”. Sara Pizzi, invece, spera “che ci siano sempre più donne impegnate nel sociale e sempre meno donne che debbano mostrare il loro potere”. Luigia Melaragni, infine, crede che presto “le barriere cadranno e che le donne possano finalmente occupare posizioni chiave negli ambienti in cui vengono prese le decisioni, perché il genere femminile ha la giusta sensibilità in determinati ambiti per migliorare veramente le cose”.