Di Prospero medita sul ricorso al Tar: “Non sono un mostro, tutelo semplicemente i miei diritti”

Di Prospero medita sul ricorso al Tar: “Non sono un mostro, tutelo semplicemente i miei diritti”

Gianluca di Prospero ha ricevuto oggi la risposta del Comune di Viterbo sul ricorso in autotutela presentato alla commissione che ha deciso il vincitore del concorso d'idee per l'individuazione della nuova Macchina di Santa Rosa.

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Gianluca Di Prospero ha ricevuto oggi la risposta del Comune di Viterbo al ricorso in autotutela presentato al dirigente del settore Cultura del Comune di Viterbo e presidente della commissione Stefano Menghini per la decisione presa nel merito del concorso d’idee per la nuova Macchina di Santa Rosa.

Si riserva qualche giorno di tempo per un eventuale ricorso al tribunale amministrativo regionale e nel frattempo ha deciso di intervenire pubblicamente, con un apposito comunicato stampa. Un comunicato dove fa il punto su quanto successo in questi giorni e una dichiarazione che colpisce: “Non sono un mostro”.

IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO DI DI PROSPERO

Avendo ricevuto solo oggi (10 febbraio 2015) la lettera di risposta al ricorso da me presentato, prendo atto che, come tra l’altro già preannunciato da alcuni quotidiani on-line, che lo stesso è stato respinto.

In merito a tutto ciò, pur mantenendo assoluta serenità e massima correttezza, sia nei confronti del Comune di Viterbo, sia nei confronti del vincitore del concorso, vorrei fare alcune precisazioni:

       Proporre un ricorso per fare chiarezza sullo svolgimento e sull’esito di un concorso pubblico, è un diritto sacrosanto di qualsiasi onesto cittadino che partecipi al bando, compreso quello che riguarda la scelta della Macchina di S. Rosa.

       Mi preme sottolineare che l’intera vicenda non è una questione personale nei confronti del sig. Raffaele Ascenzi, per il quale nutro una sana rivalità e che l’azione intrapresa l’avrei comunque portata avanti, sempre nella legalità, nei confronti di chiunque fosse stato al suo posto.

       Ritengo assurdo che in una Nazione come l’Italia, promuovere un ricorso per tutelare i propri diritti possa portare, se manipolato in maniera scorretta, ad ingenerare nell’opinione pubblica un’idea assolutamente inverosimile verso colui che l’ha promosso, tanto da additarlo come una sorta di “Mostro”, un carnefice, da sbattere in prima pagina esponendolo così alla gogna mediatica.

       Tengo a precisare che al mio progetto hanno collaborato l’ing. Eleonora Pietrini  e l’arch. Federico Ciatti, che ringrazio per il prezioso contributo apportato. Mi preme sottolineare che ambedue i professionisti, non sono stati mai chiamati in causa o coinvolti direttamente dallo scrivente in merito al ricorso in autotutela in quanto è stato presentato con la mia sola firma.

       Mi duole constatare, che il clima di tensione creatosi attorno a questo argomento, a seguito del quale lo scrivente ha subito un danno, ha altresì indotto molto probabilmente, l’arch. Federico Ciatti a doversi  immediatamente “dissociare” dall’azione intrapresa dal sottoscritto e di conseguenza, a non credere più nella bontà dell’idea e del progetto di cui fino a quel momento era stato parte integrante e che a questo punto non ritengo più partecipe. Prendo atto di tale comportamento con profonda delusione.

Concludo questa mia lettera affermando che, pur rimanendo in attesa degli atti richiesti, sono consapevole  di essere di fronte ad un bivio.

Sono convinto che fare un passo indietro e ritirarmi sarebbe da parte mia un messaggio positivo e distensivo, ma soprattutto, salverebbe la “Festa”.

Ritengo di avere elementi rilevanti per poter scegliere liberamente di andare avanti nella tutela dei miei diritti, ma sono anche consapevole che tale decisione risulterebbe alquanto impopolare.

Sono e mi sento un viterbese devoto a S. Rosa da quando sono nato.

Tengo molto alla festa di S. Rosa e al trasporto della Macchina e lo dimostra il fatto che, dal 1998 ad oggi, ho partecipato agli ultimi quattro concorsi con quattro modelli di Macchina differenti, arrivando sempre sul podio; se tali risultati mi rendono orgoglioso sia personalmente che nei confronti della MIA città, tale affezione non può prescindere dall’esercitare la giusta tutela dei diritti miei tutti.

Spero che tutta questa assurda vicenda venga presa in seria considerazione dall’amministrazione comunale, cosi da prendere le dovute precauzioni per il bene della comunità, e quindi redigere ed approntare i prossimi bandi di concorso legati alla realizzazione della Macchina di S. Rosa, con i tempi giusti e non come successo per l’attuale concorso, concepito con tempi strettissimi, dove un eventuale ricorso al TAR porterebbe al blocco della costruzione della macchina. Questo semplice accorgimento, sarebbe una garanzia sia per il comune sia per il concorrente che, trovandosi di fronte ad una situazione analoga sarebbero tutelati legalmente.

Ma soprattutto fare in modo di assicurare la massima trasparenza chiarezza e liceità nella stesura del bando e dell’area F.A.Q. cosi da non costringere i concorrenti a trovarsi in situazioni analoghe alla mia.

In questi giorni con S. Rosa nel Cuore, rifletterò su quanto accaduto e prenderò con molta serenità e soprattutto con grande responsabilità una decisione in merito alla questione.

W Santa Rosa