Dentro Villa Rosa, per capire che “non tutto ciò che sembra rotto è da buttare”

Dentro Villa Rosa, per capire che “non tutto ciò che sembra rotto è da buttare”

Dentro Villa Rosa c'è un mondo, che vuole costruire – passo dopo passo – un dialogo con la città di Viterbo. Da oggi a martedì primo maggio piazza Scacciaricci, gioiello sanpellegrinese, è affidata a loro. E per loro intendiamo una cinquantina di ragazzi, ragazze, uomini e donne che – con varie motivazioni – hanno trovato in Villa Rosa la loro casa.

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Dentro Villa Rosa c’è un mondo, che vuole costruire – passo dopo passo – un dialogo con la città di Viterbo. Da oggi a martedì primo maggio piazza Scacciaricci, gioiello sanpellegrinese, è affidata a loro. E per loro intendiamo una cinquantina di ragazzi, ragazze, uomini e donne che – con varie motivazioni – hanno trovato in Villa Rosa la loro casa.

Casa messa in ordine e resa affettuosa dall’impegno, senza sosta, delle Suore Ospedaliere. Un primo passo, per giocare d’anticipo, l’abbiamo voluto fare anche noi de La Fune. E’ la mattina di giovedì quando entriamo nella struttura. Ci accoglie il dottor Vittorio Di Giacomantonio, responsabile di Psichiatria. Ci offre un bignè. “L’hanno preparato i nostri ragazzi nel laboratorio di pasticceria”, racconta sorridendo.

“Questo è matto”, avremmo pensato se a porgerci il vassoio non fosse stato un ragazzone simpatico ospite della clinica. Sorridiamo, ci scambiamo una bella stretta di mano. Rituale che replichiamo con il personale al lavoro. Giro della struttura, tra l’entusiasmo di chi sta lì.

“Questa era una serra in disuso”, “… qui ci facciamo l’orto”, “Per il futuro sogniamo la pet terapy …” e “d’estate andiamo con i pazienti del reparto di Psichiatria al mare”. Pezzi di lavoro, pezzi di vita che ci aiutano a inquadrare la situazione.

Aprono una porta, si spalanca bellissimo un laboratorio di pasticceria e cioccolateria. Ha tutti i crismi, da qui viene il bignè del benvenuto. Poi la serra. Co-lo-ra-tis-si-ma. “Sono tutti barattoli di pelati che abbiamo reinventato e trasformato in secchielli per contenere piante di fiori – ci spiega il dottore -”.

Ci spostiamo tra bancali colorati, che a piazza Scacciaricci sarà possibile vedere nella loro funzione di supporti-contenitori, composizioni di cocci di vaso riportati in vita con composizioni di piante grasse. “Ci sono tutti i colori dell’arcobaleno – spiega Giacomantonio -. I colori delle emozioni umane”.

Poi fa il colpo: “Non tutto ciò che sembra rotto è in realtà da buttare”. Guardi i barattoli di pelati, i vasi rotti riutilizzati, i bancali che servirono per riempire la dispensa di Villa Rosa. Guardi, frugando nella memoria a breve termine, i ragazzi che hai incrociato poco fa con i vassoi dei bignè. Sorridi, perché tutto è chiaro.

Sorridi perché c’è speranza oltre la malattia, oltre i problemi psichici. Villa Rosa viene a raccontarsi a San Pellegrino. Mette il suo abito migliore, fatto di barattoli colorati e vasi rotti ma rinati. Sarà possibile portare a casa queste fiammelle di speranza, nelle nostre casa. Basta una piccola offerta.