Delli Iaconi Re della cultura: “non è democratica, decido io”, ed è scontro

Delli Iaconi Re della cultura: “non è democratica, decido io”, ed è scontro

Protagonisti di un faccia a faccia il consigliere di Fratelli d’Italia Luigi Buzzi e l’assessore Antonio Delli Iaconi durante la seduta di ieri pomeriggio, con le comparsate di Sergio Insogna e Marco Volpi

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Lo scontro sulla cultura in Consiglio comunale vede un Delli Iaconi decisionista: “non è democratica, decido io”. Protagonisti di un faccia a faccia il consigliere di Fratelli d’Italia Luigi Buzzi e l’assessore Antonio Delli Iaconi durante la seduta di ieri pomeriggio, con le comparsate di Sergio Insogna e Marco Volpi. Al centro della discussione i 20mila euro stanziati dall’amministrazione comunale “per comprare il progetto” di Viterbo città dei cinema. Insomma per far propria (e non realizzarla) l’idea di installare in sei diverse location di Viterbo cartelli informativi e pannelli multimediali per ricordare ai turisti e ai cittadini meno attenti che proprio in quel luogo è stato girato l’Otello di Orson Welles (piazza San Lorenzo) o i Vitelloni (piazza delle Erbe). Delli Iaconi ha risposto alla domanda sulla mancanza di un bando per l’iniziativa che “guarda caso – ha detto il consigliere Fratelli d’Italia – è al limite della possibilità di concretizzare affidamenti diretti”.

“La cultura – ha risposto Delli Iaconi – non è democratica, perché nella cultura non contano i numeri, ma la qualità”. “La cultura non sarà democratica – ha controreplicato Buzzi – ma non può essere di una sola visione. I bandi andrebbero fatti anche per allargare il parco di iniziative”. Dall’opposizione critiche anche da parte di Sergio Insogna: “l’assessore è ipocrita, la coperta è corta. Utilizzate soldi della tassa di soggiorno per iniziative per le quali dovevate individuare i fondi in bilancio e invece siete sempre in emergenza”.

Sempre sulla cultura stoccata anche da parte del consigliere di maggioranza Marco Volpi che ha sottolineato (come aveva già fatto La Fune qui) come “solo per le frazioni si facciano i bandi. Sarebbe invece importante – ha spiegato il consigliere – che coloro che decidono sulle iniziative delle frazioni siano persone che le conoscano bene. Dalle feste patronali passa la nostra tradizione e la nostra identità”.