Decadenza, Moltoni: “Altro che difesa della casta, questo è un attacco alla democrazia”

Decadenza, Moltoni: “Altro che difesa della casta, questo è un attacco alla democrazia”

Il consigliere fissa una prospettiva: “Tra quindici giorni arriverà la sentenza della causa tra Comune e assicurazione. Se mi fanno decadere oggi e poi l'assicurazione viene condannata i consiglieri che votano la decadenza mi creano un danno, ma soprattutto si consuma un attacco alla democrazia".

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“La verità di tutta questa vicenda l’hanno capita tutti, anche perché è piuttosto semplice. La questione della mia decadenza sarebbe stata raccontata in maniera diversa, dagli stessi personaggi, se diversa fosse stata oggi la mia collocazione politica. Se fossi stato allineato al gruppo Michelini e saldo e ubbidiente in maggioranza sono pronto a scommettere che il presidente Ciorba non avrebbe fatto quelle dichiarazioni e la consigliera Minchella non avrebbe parlato di difesa della casta”. E’ calmo Francesco Moltoni.

Non ha voglia di buttarla in confusione. E’ intenzionato a fare sì che la questione della decadenza venga affrontata senza iperboli e tifi da stadio, consapevole che tutto questo giocherebbe solo contro di lui. “Martina Minchella la querelo per le cose che ha detto – continua il consigliere sulla graticola -. Mentre su Ciorba non commento. Un presidente che fa quel tipo d’intervento, che prospetta scenari parziali di ripercussioni possibili e non racconta a 360 gradi i rischi non deve essere commentato. Si commenta da solo”.

Moltoni è convinto che dietro alla volontà così forte, condita da parole e scenari prospettati così forti, si nasconda solo un fatto tattico-politico. “Vogliono farmi secco e recuperare un uomo più allineato, il primo dei non eletti. Questo gli tornerà utile in fase di approvazione di bilancio, anche perché gli animi di questa maggioranza rimangono sempre burrascosi”, l’analisi che traccia.

Il consigliere fissa una prospettiva: “Tra quindici giorni arriverà la sentenza della causa tra Comune e assicurazione, perché lo stesso Comune che oggi vorrebbe farmi decadere perché non ho ancora pagato gli 80mila euro della sentenza della Corte dei Conti ha fatto causa all’assicurazione, sostenendo di fatto che ritiene che quei soldi li debba avere proprio da loro. Se mi cacciano ora, senza aspettare quella sentenza – ricordo che in caso di condanna dell’assicurazione sarei nella condizione di pagare subito gli 80mila euro – mi creano un danno enorme e soprattutto ledono la democrazia. Ricordo infatti che non sono un pezzo della casta ma un consigliere eletto che qualcuno brama di cacciare dal consiglio perché non allineato. Questo è gravissimo”.