Decadenza, il caos sotto al cielo di Palazzo dei Priori. I consiglieri comunali seduti nel guado

Decadenza, il caos sotto al cielo di Palazzo dei Priori. I consiglieri comunali seduti nel guado

Sulla faccenda della decadenza i consiglieri comunali dovranno votare, ma come si fa a decidere su una questione così ingarbugliata e su cui si sta scatenando il putiferio interpretativo?

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La questione della decadenza dei consiglieri Maurizio Tofani e Francesco Moltoni tiene banco e arroventa il clima politico. Un botta e risposta, per certi versi quasi surreale, tra “amministrazione comunale” e Giulio Marini, consigliere d’opposizione.

E il risultato finale è che la situazione appare sempre più confusa. Ognuno tira in ballo il diritto, ma anziché emergere un quadro chiaro c’è grande caos sotto il cielo di Palazzo dei Priori. Ed è così che per i consiglieri comunali non è facile capire cosa giusto fare. Se non c’è certezza del quadro infatti come si fa a prendere una decisione vera?

Come si fa a decidere, a votare, su un tema così delicato senza avere la necessaria consapevolezza? E come si fa a essere sicuri che magari un domani non si sarà chiamati a rispondere di una scelta piuttosto che di un’altra?

Le anomalie apparse durante l’ultima commissione

Durante l’ultima seduta di prima commissione il consigliere Marini ha parlato di “malafede politica” e ha posto degli interrogativi sulla esattezza del parere dato dal ministero. Infatti, da quanto emerso, sembrerebbe che il ministero non sia stato messo al corrente di un capitolo importante di tutta la vicenda: la causa tra Comune e assicurazione. Quell’assicurazione che avrebbe dovuto rispondere di eventuali errori commessi in buona fede dagli amministratori. E quanto accaduto sulla vicenda Cev sembra proprio rientrare in questo tipo di errori. Ma ci sarebbero stati sbagli nella stipula della polizza, che avrebbe dovuto coprire anche Tofani e Moltoni. Quei Tofani e Moltoni di cui si dovrebbe votare la decadenza in caso di mancato pagamento degli 80mila euro a testa, a cui sono stati condannati dalla Corte dei Conti.

Ci sembra tutto questo molto significativo.

La replica firmata “amministrazione comunale” a Marini

Ma “l’amministrazione comunale” risponde per le rime a Giulio Marini. Con un comunicato firmato appunto “amministrazione comunale”. Ma che cos’è l’amministrazione comunale? L’insieme dei consiglieri? Quindi anche Giulio Marini stesso? E’ quella parte di consiglio che compone la maggioranza? Quindi anche Tofani e Moltoni? E’ la giunta? E’ il sindaco? La firma “amministrazione comunale” è non poco problematica, alla luce di una riflessione attenta.

IL COMUNICATO DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

“Nessuna malafede politica sulla vicenda riguardante la decadenza dei consiglieri comunali, consigliere Marini.

Per l’ennesima volta ci troviamo a gestire situazioni irrisolte o create dalla sua amministrazione e a far fronte a danni provenienti dalla gestione della partecipate a cura di amministrazioni comunali di cui anche lei ha fatto parte.

Se non ci fosse stato il problema del contenzioso in essere tra il comune di Viterbo e l’assicurazione, derivante dalle precedenti amministrazioni, l’ente avrebbe in cassa i soldi che una sentenza, immediatamente esecutiva, emanata dalla Corte dei Conti, ha sancito. Il problema si è concretizzato durante il suo mandato.

Problema che avrebbe potuto risolvere anziché crearlo. Invece ha prevalso la solita sciatteria e ciò che ne è derivato come al solito è stato scaricato su questa amministrazione. I due fatti restano comunque distinti. La prossima udienza per il contenzioso civile tra l’assicurazione e il Comune si terrà tra un anno.

Ammesso che la causa si concluda in tempi celeri, cosa fa il comune? Rinuncia a un credito certo ed esigibile riconosciutogli dalla Corte dei Conti? Se il giudizio rimanesse pendente per anni, come è molto probabile, cosa fa il Comune? Fa prescrivere il suo diritto/dovere di incamerare le somme?

L’iter deve andare avanti nel rispetto della norma.

L’assicurazione, se condannata a pagare, rifonderà i suoi assicurati (ex e attuali amministratori). Non diffondiamo informazioni tendenziose e non rispondenti alla realtà.

Resta invece il fatto che esiste una sentenza della Corte dei Conti immediatamente esecutiva, che riconosce al Comune un credito certo, liquido ed esigibile. E se il Comune non ne avesse tenuto conto non avrebbe tutelato l’ente e la totalità dei suoi contribuenti. Ė un dovere, non una scelta discrezionale.

Ė chiaro che c’è chi vuole buttare in politica ciò che è prettamente tecnico. Un atto di gestione. Nessuna vittima sacrificale, nessun complotto contro qualcuno.

Il comune è tenuto a rispettare la sentenza per tutti i 10 condannati, oltre a tenere un comportamento equo e coerente verso tutti i coinvolti, che siano dentro o fuori l’amministrazione. Il Comune non è quello di vent’anni fa dove certe volte c’era la tentazione, oltre alla possibilità, di aggiustare le cose con le mani. Oggi non è più così.

Esistono leggi che vanno rispettate e per avere la certezza che questo avvenga c’è una netta separazione tra la gestione delegata ai dirigenti, e gli atti di indirizzo, di competenza degli amministratori.

Guai a voler far credere ai cittadini che siano in atto persecuzioni o complotti ai danni dei consiglieri comunali interessati o degli altri che condividono lo stesso destino, o che siano gli amministratori a gestire in maniera politica e/o discrezionale tali vicende.

Caro consigliere Marini, la carità pelosa se la risparmi, se avesse voluto tutelare gli allora consiglieri avrebbe potuto farlo, impedendo che si verificasse il problema con l’assicurazione.

La sua mancanza ha prodotto un contenzioso. Esistono tutte le possibilità di affrontare la situazione all’interno dei confini obbligati della legge.

Ė patetico il tentativo di ergersi a difensore politico per tali vicende, un’amministrazione seria ha il compito di tutelare tutti gli interessi e i diritti compresi quelli degli amministratori e non più tali, ricaduti in tale situazione. Ovviamente come è d’obbligo l’interesse pubblico dell’ente e quindi dei cittadini”.

LA REPLICA DI MARINI

“Sbalordito! Leggere la replica  da parte di un sedicente soggetto definito “amministrazione comunale” sul mio intervento in commissione, questo lascia soltanto sbalorditi.

La vergogna veramente non la conoscono, ancora una volta vengono a coprire le loro incapacità  con accuse infondate agli avversari, uguale vicenda era accaduta con la querelle Esattorie spa, che ha avuto esito favorevole per il bilancio comunale, ma nessuna risposta per i lavoratori, oggi blandiscono responsabilità  a destra e a manca cercando di ripezzare una situazione ormai fuori controllo.

Hanno voluto con arroganza significare una posta in assestamento di bilancio non ancora oggi accertata, vengono in commissione senza conoscere gli elementi fondamentali della vicenda nelle molteplici sfaccettature, illudono i propri consiglieri nell’affrontare percorsi facili, senza spiegare a quali conseguenze potranno andare incontro, con tutto questo,  hanno anche il coraggio di chiedere un parere al Ministero dell’Interno non spiegando nei minimi dettagli l’accaduto, ergo, il Ministero competente risponde sulla base del quesito posto.

Ribadisco e confermo che o siete degli incapaci o siete in malafede politica. Ricordo che sulla vicenda CEV, purtroppo hanno pagato dei soggetti politici che probabilmente per fiducia hanno eventualmente sbagliato, ma c’è anche un altro caso aperto che riguarda le responsabilità  di personaggi che avevano competenze e che erano indicati da formazioni politiche sia di maggioranza che di minoranza, quindi occhio a scagliare la pietra, perché potrebbe ritornare indietro e fare male.

Concludendo, rispondendo al becero attacco politico, auguro a tutti una Buona Pasqua e all’amministrazione un buon consiglio comunale con infiniti auguri sulla decadenza dei consiglieri di maggioranza”.