Dearsenificatori, colpo mortale su Talete? Servono 15 milioni di euro all’anno

Dearsenificatori, colpo mortale su Talete? Servono 15 milioni di euro all’anno

Talete naviga in brutte acque e il mare intorno assume sempre più l'aspetto di un oceano. Regione Lazio e comuni rimangono fermi, in attesa della relazione dei tecnici sullo stato dei conti della società.

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Navigazione sempre più difficile per Talete.  Il mare in cui naviga rischia di diventare una sorta di oceano, da cui diventa sempre più difficile vedere la terra ferma su cui costruire un futuro per la società di gestione idrica. La Regione Lazio e i comuni restano fermi, in attesa di vedere la fotografia esatta della situazione finanziaria e patrimoniale dell’azienda. Che è sotto la lente d’ingrandimento di due professionisti.

Senza la loro relazione nessuno è intenzionato a mettere in campo una strategia d’intervento, che servirebbe come il pane, per avere nuovo accesso al credito. Intanto gli stipendi di febbraio dei 153 lavoratori non sono stati ancora pagati e rimangono diversi conti da saldare con i fornitori d’energia elettrica e altre aziende.

A tutto questo si aggiunge la minaccia di un iceberg grandissimo: i dearsenificatori. Istallati dalla Regione Lazio nel 2014 rappresentano una soluzione al problema della potabilità dell’acqua altamente costosa. Ogni anno infatti sono stimati costi per 15 milioni di euro per la manutenzione dei filtri. Quest’anno il pacchetto è tutto coperto dalla Regione, ma nel 2016 cosa accadrà?

Con ogni probabilità, salvo un nuovo intervento dell’amministrazione regionale, i costi dovranno essere sostenuti da Talete. Una prospettiva che rischia di assestare un colpo mortale sulla spa di via Romiti. Che a sua volta dovrebbe scaricare in bolletta il peso massiccio dell’emergenza arsenico da fronteggiare.