Daniela Bizzarri: “Ecco cosa ho fatto per la comunità”

Daniela Bizzarri: “Ecco cosa ho fatto per la comunità”

Daniela Bizzarri risponde ad Andrea Vannini. L'origine del confronto sono le critiche mosse da Andrea Vannini nei confronti delle nomine del Partito Democratico in seguito al recente congresso.

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Daniela Bizzarri risponde ad Andrea Vannini. L’origine del confronto sono le critiche mosse da Andrea Vannini nei confronti delle nomine del Partito Democratico in seguito al recente congresso.

 

di Daniela Bizzarri

Caro Andrea,
Perdona la breve replica, alla quale per quanto mi riguarda non ne seguiranno altre, e voglio partire proprio da una tua frase: “La crescita viene dal confronto di idee anche molto diverse…..” . Hai ragione, infatti noi abbiamo celebrato un congresso del Partito Democratico confrontandoci su idee diverse. Come ben sai in
Democrazia c’è sempre un vincitore, che determina la maggioranza, e il secondo arrivato che determina una minoranza. Non ho memoria storica che mi confermi, che alla minoranza sia mai stato dato, come da te citato “l’onore delle armi”, e quindi non trovo assolutamente scandaloso che come presidente del Partito sia stata scelta all’unanimità dei vincenti, una figura autorevole e donna, come Luisa Ciambella. Mi ha pertanto contrariato l’associazione tra partito e amministrazione comunale in cui Luisa Ciambella, ricopre, e a mio avviso anche bene, il suo ruolo di assessore e Vicesindaco. E poiché evviva Dio, non tutti la pensano come te, può essere un bravo assessore e un bravo presidente.

Chiarito questo concetto, voglio rassicurarti che ho letto in tempi veloci il tuo curriculum di 60 pagine che chiarisce in modo inequivocabile la tua preparazione per quanto riguarda la tua professione.
Mi perdonerai se allego il mio modesto curriculum di solo 18 pagine, ma prima di leggerlo, se ne avrai voglia, ti faccio un breve riassunto. Purtroppo non ho avuto come te la fortuna di studiare, i miei non se lo potevano permettere, e a 16 anni sono andata a lavorare. Ero molto giovane, ma ero ostinata e con tanti sogni nel cassetto. Mentre lavoravo, ho fatto parte di un sindacato della mia categoria, e avendo altre mansioni ho fatto progetti nazionali per le donne sulla Legge 125 che ho vinto con sistema, eseguiti e portati a termine.

Avendo avuto sempre la passione di scrivere, ho tolto il primo sogno: ho fatto per 4 anni praticantato in un giornale e sono diventata pubblicista. Poi ho provato con il secondo: ho preso l’abilitazione al quinto anno, e dopo aver frequentato l’ultimo anno sono riuscita a diplomarmi. Dopo 37 anni di servizio nel mio ufficio al livello più alto, ho deciso che era ora dell’ultimo sogno. Mi sono licenziata e immediatamente iscritta all’Universita’ dove dopo tre anni mi sono regolarmente Laureata. Da ultimo, poiché mi piaceva tanto fare progetti, sono andata a Bruxelles ed ho preso un master in euro progettazione.

Certamente non ho la tua preparazione e il tuo curriculum, ma il mio non evidenzia solo il lato culturale lavorativo, ma ciò che ho fatto per la mia città e la mia provincia, per le donne e per il sociale. Quest’ultima cosa te la scrivo, per chi non leggerà il mio curriculum, ma che sui social continua ad insultarmi, chiedendo ripetutamente che cosa ho fatto in tutti questi anni per la comunità. Tanto ti dovevo e cordialmente ti saluto.

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