Dancalia, viaggio in un pezzo d’Africa con Gianni Tassi

Dancalia, viaggio in un pezzo d’Africa con Gianni Tassi

La bellezza unica, quasi assurda, del "posto più crudele al mondo". Il tutto raccontato dagli scatti di Gianni Tassi e in mostra al Museo della Ceramica di Palazzo Brugiotti.

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‘Dancalia, terra di conquista’, una mostra fotografica che vale la pena vedere. Aperta il 30 settembre avrebbe dovuto concludersi il 5 ottobre, ma è stata decisa una proroga fino al 12. Un segnale questo dell’interesse che ha suscitato. In tanti si sono infatti recati presso il Museo della Ceramica di Palazzo Brugiotti (via Cavour, 67 – Viterbo) per le foto del giornalista e fotoreporter Gianni Tassi. Immagini da quello che il National Geographic ha definito “il luogo più crudele del mondo”.

Quello di Tassi è un lavoro di grande valore estetico, considerando la professionalità degli scatti e la bellezza suggestiva e rara dei luoghi e degli uomini che incredibilmente riescono a viverci. Ma forse è soprattutto una denuncia giornalistica su un pezzo d’Africa, grande due volte l’Italia, dove il progresso rischia di fare piazza pulita di questo modo di affrontare la vita straordinario. E’ il modo di tribù guerriere che commerciano mattoni di sale. Da questo traggono il sostentamento per affrontare un’esistenza nel deserto, dove quando ti va bene fanno quaranta gradi.

Una terra magica, fatta di bacini di sale geyser acque ribollenti pozze acide dai colori sfavillanti. Il tutto situato nella depressione Afar, ben 150 metri sotto il livello del mare. In Etiopia. La gente vive in capanne di fango e foglie. Le multinazionali, interessate al potassio abbondante nell’area, finiranno per “strozzare” tutto questo. Un viaggio per immagini, quello realizzato e messo in mostra da Tassi, dove si racconta un mondo remoto e contemporaneo. Dove non c’è sofferenza, ma consapevolezza di una vita ruvida e affascinante. Una vita da nomadi e guerrieri.