Da Viterbo ai teatri più importanti del mondo, Antonio Poli si racconta a La Fune

Da Viterbo ai teatri più importanti del mondo, Antonio Poli si racconta a La Fune

Domenica sera il Tg2 ha dedicato un servizio in prima serata su La Traviata, in scena al Teatro dell'Opera di Roma, dove Poli interpreta il ruolo di Alfredo, con i costumi di Valentino e la regia di Sofia Coppola. 

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Una voce che spacca i timpani. Talento tutto viterbese quello di Antonio Poli, giovane tenore conosciuto già da molti teatri di tutto il mondo e vincitore di premi prestigiosi come quello del Concorso Internazionale Hans Gabor Belvedere di Vienna.

Domenica sera il Tg2 ha dedicato un servizio in prima serata su La Traviata, in scena al Teatro dell’Opera di Roma, dove Poli interpreta il ruolo di Alfredo, con i costumi di Valentino e la regia di Sofia Coppola. 

La sua passione per la musica è viscerale, intensa, totalizzante, così tanto sentita che i suoi personaggi sono sempre acclamati da un grande successo di pubblico. Lo abbiamo incontrato e ci ha raccontato molto di sé.

Giovane tenore viterbese che lascia la città per calcare i più grandi teatri europei e non solo raccontando i grandi personaggi dell’opera lirica. C’è un momento chiave in cui ti sei accorto che quella era proprio la tua strada?

“Sì, certo ed è stato proprio nella mia città, al primo e ahimè ultimo “Premio Internazionale per giovani cantanti lirici” che fu organizzato al Teatro Unione di Viterbo. Ci andai per gioco a soli diciotto anni, nonostante non fossi ancora un amante dell’Opera, ma come tutti gli amori, mi cominciò a battere il cuore e lì capii che la mia via era quella”.

Questione musica/cultura a Viterbo. Da artista cosa ne pensi? Segui la discussione in città?

“Questo è un argomento che mi tocca molto e che ho avuto modo di affrontare già in passato. Viterbo trasuda cultura da ogni angolo. Abbiamo il centro medioevale più intatto e grande del mondo, abbiamo un Teatro che ha dato natali ai più grandi cantanti lirici, abbiamo fior di artisti di ogni genere che non aspettano altro che dar vita a questa città. Il problema è che non c’è interessamento alcuno da parte delle istituzioni locali e così la città sembra disinteressata, morta, sembra che sia la comunità a non essere attiva.

Ma sappiamo che non è cosi e serve un’amministrazione che tiri fuori questa città dal baratro culturale in cui si trova per portarla a essere piena di eventi di ogni tipo e la cosa che mi addolora è che nessuno ha alzato mai il telefono semplicemente per dire: “complimenti, potrebbe aiutarci a fare qualcosa di bello per la nostra città?”.

Cosa consiglieresti a un giovane, che magari come te ha un evidente talento e proviene da una piccola città, che si avvicina al mondo della musica lirica?

“Il consiglio è in primis di capire se si è portati per quello che si vuole fare e se è una cosa che il/la giovane ragazzo/a vuole veramente e con passione. Molto spesso accade che il sogno dei figli è in realtà l’ambizione dei genitori e così molti si ritrovano a fare una professione che non li appaga minimamente. E questo succede in moltissimi campi, non
solo in quello musicale. Quando uno ha capito questo non resta che andare a Teatro a vedere e sentire ogni tipo di Opera e casomai farsi ascoltare da chi questo mestiere lo ha fatto con grande bravura ed esperienza. Fu una delle prime cose che feci contattando il baritono Alfonso Antoniozzi quando avevo 15 anni. Fissammo un appuntamento, mi ascoltò, mi disse che ero portato per questo lavoro e mi invitò a trovarmi un bravo insegnante di canto con cui
formarmi. Beh oggi siamo grandi amici oltre che colleghi e quando ho delle pause tra un’opera e l’altra e torno a Viterbo lo contatto sempre per la preparazione dei ruoli che andrò a debuttare. Un grandissimo artista dal quale possiamo solo che imparare. Mi auguro, se Viterbo vuole risorgere, che diventi assessore alla cultura con le prossime elezioni. E’ l’unica speranza reale per la cultura in questa città”.

I giovani secondo te amano la musica o il teatro?

“Ai giovani va solo data la possibilità di mettere piede in teatro poi saranno loro a scegliere. Personalmente, quando per esempio abbiamo le prove generali aperte alle scuole, alla fine della recita i ragazzi ci regalano ovazioni da stadio! Personalmente è il pubblico che preferisco”.

Hai calcato i più grandi teatri del mondo, qual è quello che l’ha emozionato di più?

“Ho provato molta emozione debuttando alla Scala e all’Opera di Roma con il Maestro Muti, ma ogni volta che salgo sui palcoscenici di qualsiasi Teatro, per me è sempre un’emozione unica, semplicemente perché nonostante oramai ci sia esperienza, è come se fosse la prima volta”.

Hai un gesto scaramantico prima di entrare in scena?

“Non ho un gesto scaramantico, ma non vado mai in recita senza un paio di mutande rosse addosso”.

Prossimi appuntamenti a teatro?

“Dopo questa Traviata all’Opera di Roma con la regia di Sofia Coppola e i costumi di Valentino, che porteremo anche in Giappone il prossimo settembre, sarò al Teatro Comunale di Bologna per due concerti, poi a Berlino e Lipsia con Lucia di Lammermoor per poi andare a Mosca per i debutto come Rodolfo in Boheme. Seguirà Berlino e Napoli con il Requiem di Verdi, Nabucco a Lione e Parigi con il grandissimo baritono Leo Nucci, Werther a Londra, Traviata a
Barcellona e tantissime altre cose…”.