Da Bacocco a Ubertini: il centrodestra si riunisce a cena con i soliti noti e poche novità

Da Bacocco a Ubertini: il centrodestra si riunisce a cena con i soliti noti e poche novità

Il centrodestra si avvicina ad Arena e Bacocco, e così Forza Italia taglia fuori Giulio Marini: intanto la classe dirigente non cresce e i volti sono sempre i soliti noti. Insomma si parte per riunire il centrodestra, senza provare a riunire il Forza Italia

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Il centrodestra si avvicina ad Arena e Bacocco, e così Forza Italia taglia fuori Giulio Marini: intanto la classe dirigente non cresce e i volti sono sempre i soliti noti. Insomma si parte per riunire il centrodestra, senza provare a riunire il Forza Italia. È quel che stanno provando a fare le anime che in questi mesi sono state all’opposizione di Leonardo Michelini, più Viva Viterbo, che prova a saltare su quello che in prospettiva sembra essere il cavallo vincente delle prossime elezioni comunali.

Rimangono fuori da questa corazzata Il Movimento 5 Stelle, Chiara Frontini, Sergio Insogna e Chicco Moltoni. Ma anche un pezzo importante di Forza Italia: Giulio Marini e Antonella Sberna. Con loro anche Daniele Sabatini, che proprio con Giulio Marini ha fondato un centro studi per tentare di rilanciare un altro fronte e ha criticato su Quinta Epoca la riunione: “Prima serviva un chiarimento nel centrodestra”. E si riferisce proprio alla necessità di parlare, prima di invitare Viva Viterbo.

Di là però ci sono tutti. Da Gianmaria Santucci a Fratelli d’Italia, incluso Claudio Ubertini che è fuoriuscito da Forza Italia in polemica con Bacocco e Arena per poi ritrovarseli a cena, a Viva Viterbo. Insomma, i grandi movimenti che hanno trovato la conferma con la foto scattata al Richiastro sono partiti per la campagna elettorale

La destra locale in questi 4 anni di opposizione a Michelini è pronta a una nuova battaglia per la riconquista di Palazzo dei Priori. Tutto ciò è però avvenuto, senza esser riusciti a creare una nuova classe dirigente. La città è stanca, i viterbesi idem e voglia di impegnarsi non ce n’è e così lo spazio rimane ai soliti volti noti. Che sia un bene o che sia un male, non sta a noi dirlo. La fotografia però ad oggi è questa.

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