Consulta della Cultura, “Viterbo sta perdendo occasioni importanti”

Consulta della Cultura, “Viterbo sta perdendo occasioni importanti”

Il Movimento 5 Stelle stufo di continuare a commentare una crisi irreversibile della maggioranza, preferisce far notare alla politica cittadina quante occasioni si stanno perdendo a partire dal comparto Cultura

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Il Movimento 5 Stelle pare essersi stufato di perdere tempo a parlare di una crisi che va avanti da oltre un mese e della quale non si vede una soluzione a breve termine, quasi come fosse un “inutile e dispendioso accanimento terapeutico”. Così ha deciso di diversificare le proprie “lamentele”, concentrando le loro discussioni sulle occasioni perse dalla città a danno di tutti, mentre il Comune versa nell’immobilismo.

 

“Oggi ad esempio – dicono dal M5S cittadino – volgiamo con piacere il nostro sguardo alla Consulta della Cultura, un progetto fortemente voluto dal M5S di Viterbo che sin dagli albori di questa peculiare esperienza politica, si è fatto promotore di questa iniziativa ed è riuscito anche a far approvare la mozione che porta in calce la propria firma. Questa iniziativa, neanche a dirlo, è finita su un binario morto, in attesa di un miracolo divino o di un’ estrema unzione. Volevamo quindi riportare l’attenzione dei cittadini viterbesi su questa proposta, poichè sin dall’inizio eravamo certi che fosse la strada giusta da intraprendere, non solo perché ci vedeva promotori ma anche perché erano le stesse associazioni di settore a richiederlo”.

“Noi abbiamo sempre creduto che fosse importante per Viterbo che tutti gli operatori del comparto cultura, si confrontassero e mettessero a disposizione le loro competenze per sviluppare progetti validi ed innovativi atti a valorizzare al meglio il nostro territorio ed il nostro patrimonio architettonico, un patrimonio che noi tutti riteniamo essere alquanto sottostimato e poco valorizzato. Ovviamente – continuano i pentastellati – tutto questo sarebbe stato inutile senza una fattiva sinergia con l’amministrazione comunale, un’amministrazione che sicuramente ne avrebbe tratto solo benefici e di conseguenza ne avrebbe giovato la cittadinanza tutta”.

“In quali termini? Ma ovviamente in termini di immagine e di ritorno economico. Ci teniamo a riportare i riflettori sulla Consulta della Cultura perché noi del M5S non siamo dei demagoghi visionari, e a riprova di questo, ne è esempio lampante la recente proposta avanzata dall’associazione Egidio 17”.

“L’idea di questa associazione è frutto di una collaborazione proficua tra varie associazioni culturali ed ha come scopo primario il rilancio del Museo civico di Viterbo; il progetto consiste nell’utilizzo del chiostro di quest’ultimo per eventi letterari, artistici e musicali, eventi che potrebbero innescare un circolo virtuoso di visitatori e turisti e che magari, visto che si trovano in zona, gradirebbero visitare il museo stesso. Questa idea ci sembra di facile realizzazione, ma la sfortuna ha voluto che arrivasse in un momento di totale stallo politico-amministrativo, visto che le riunioni dei capigruppo non raggiungono il numero legale, quindi non possono essere fissate le date dei consigli comunali e le commissioni vanno deserte”.

“A noi era chiaro da tempo – dicono dal movimento – che l’encefalogramma della maggioranza fosse piatto e che tale sarebbe rimasto anche con l’utilizzo di un defibrillatore regolato sopra i 300 Joules, ma, si sa, a volte staccare la spina ed abbandonare la propria amata poltrona è assai più difficile di quanto si creda e nel gesto egoista di prolungare un inutile agonia non ci si rende conto del male che si fa agli altri. Vogliamo però ringraziare tutte quelle associazioni di cittadini che continuano a lavorare incessantemente per il bene comune e senza secondi fini, continuando a credere in ciò che fanno e portando avanti le loro idee con passione e dedizione. Vogliamo anche scusarci, anticipatamente, con tutti loro se a causa della malagestione di questa amministrazione i loro progetti finiranno nel dimenticaio come la Consulta della Cultura”.

“Noi, comunque, nel nostro piccolo faremo tesoro dei loro consigli – concludono – e custodiremo gelosamente tutte le proposte in attesa di tempi in cui, a dirla alla maniera di T.S. Eliot: questa terra venga assegnata al vero proprietario, all’ostinato, al gabbiano”.