Congresso PD, Vannini: “Benedetti indipendente e libera: aprirebbe finestra di fiducia nel Partito”

Congresso PD, Vannini: “Benedetti indipendente e libera: aprirebbe finestra di fiducia nel Partito”

"Io non ho assolutamente nulla contro il segretario uscente che conosco e rispetto, ma tre mandati sono oggettivamente troppi"

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di Andrea Vannini

Primarie PD per la segreteria Provinciale, un bel terreno di confronto ma anche l’occasione per chi, come il sottoscritto è fuori del partito ma da sempre elettore di sinistra. Perché gli elettori di sinistra stanno abbandonando il PD? Posso dare il mio personale contributo ad individuare, alla luce delle mie esperienze, una delle possibili cause. Renzi ha lanciato a suo tempo una idea di rinnovamento generazionale del partito, il quale, effettivamente, ha progressivamente ‘perso’ molte delle figure storiche che lo hanno caratterizzato nei 10 anni della sua vita. Ma questo rinnovamento di facce è stato furbescamente realizzato sulle prime file lasciando la gestione delle retrovie sempre ai soliti noti, anche perché, si sa, che è da un serbatoio di diversità che si può sempre pescare una fetta di consensi, indipendentemente da dove va a parare la politica del partito.

La gestione delle federazioni locali e dei circoli rimane più o meno feudale ed è li che le lotte intestine causano il maggior numero di vittime, cioè quelli che le cose hanno tentato veramente di cambiarle. Prendiamo la federazione provinciale di Viterbo. Il Segretario uscente ha negli ultimi tempi operato un riavvicinamento alla componente moderata, quella dell’onorevole Fioroni (e degli ‘esterni’ moderati e riformisti) del tutto legittima ma sulla cui natura pesa il vizio di forma della sua ricandidatura. Difatti questo riavvicinamento sarebbe stato considerato impensabile solo un anno fa quando gli strali tra il segretario e la componente moderata volavano alti ma, per carità, solo gli stupidi non cambiano opinione.

Però da fuori del partito si è avvertito come questo riavvicinamento sia stato in realtà un ‘adeguamento’ preventivo per evitare l’estinzione… quella del segretario stesso, preso tra una corrente moderata, forte della presenza dell’onorevole Fioroni, e una componente, certamente più a sinistra ma trasversale, che ha posto alcuni distinguo tra cui una legittima richiesta di rinnovamento delle cariche e quindi anche nella figura del segretario provinciale.

Inutile dire che personalmente, da elettore profondamente deluso dal PD avrei visto un cambio al timone della segreteria provinciale se non come una rivoluzione, almeno come un segno di cambiamento. E invece nulla, i vertici cambiano faccia ma le periferie ripropongono sempre le stesse persone in combinazioni diverse. Io non ho assolutamente nulla contro il segretario uscente che conosco e rispetto, ma tre mandati sono oggettivamente troppi a meno che non ci si consideri la Merkel di turno, ma è evidente che anche quest’ultima non navighi oramai in acque tranquille. È per questo che vedo con interesse la candidatura di Manuela Benedetti, di una donna da sempre impegnata nel PD, che ha lavorato in silenzio ma con convinzione e coerenza. Una figura giovane, lavorativamente indipendente dal partito e quindi più libera. La sua nomina potrebbe contribuire a riaprire una finestra di fiducia verso un PD che ha deluso molti. Capisco che queste righe, scritte da fuori il partito, possano essere viste come una ‘intrusione’ inappropriata, ma, credetemi, il PD dovrà’ dimostrare la sua volontà’ di vero rinnovamento e cambiamento per riprendersi la fiducia di tutti gli ex elettori non tesserati come me oramai lontani e disaffezionati.

Decarta racconta la Tuscia