Nuova sede Consorzio Biblioteche, il pastrocchio politico allunga i tempi

Nuova sede Consorzio Biblioteche, il pastrocchio politico allunga i tempi

Doveva essere il giorno in cui la Provincia avrebbe dato il via alla progettazione per la sede unica del Consorzio Biblioteche, invece è stato un mercoledì nero.

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Il consiglio provinciale si è riunito oggi per discutere della sede unica del Consorzio Biblioteche e approvare un atto d’indirizzo necessario per accedere al finanziamento regionale di circa 250mila euro finalizzato alla progettazione (leggi). Ma quello che doveva essere un giorno positivo si è trasformato in un mostro, con una serie di attori cattivi, anzi cattivissimi.

Federico Grattarola, leader dell’opposizione (se mai opposizione c’è stata a Palazzo Gentili), si alza in piedi e cambia il clima. Rende noto ai consiglieri presenti che il Pd non ha intenzione di votare la proposta di deliberazione. E lo fa tirando in ballo l’altro palazzo del potere viterbese, quello del Comune. “Michelini – dice in sintesi Grattarola – non ha alcuna certezza sulla concreta possibilità di realizzazione del progetto, lo reputa interessante ma poco realizzabile. E ritiene che avere i soldi per la progettazione non significa averli per poi procedere nei lavori”. Il consigliere Pd fa inoltre presente che a Palazzo dei Priori riterrebbero l’operazione “dannosa e dispendiosa di risorse pubbliche”; e conclude il suo intervento sostenendo che il “Pd è per una soluzione praticabile”.

Meroi va su tutte le furie e fa presente che Michelini sembrava d’accordo sulla sede unica fino a pochi giorni fa. Si scalda anche l’assessore alla Cultura Giuseppe Fraticelli che rende nota l’intenzione di costituire una Fondazione per la gestione del Consorzio, figlia di un’intesa tra Provincia, Comune e Regione.

In molti si chiedono che senso ha non votare a favore della progettazione, anche perché non votando si rischia di perdere i soldi stanziati tre anni fa in sede regionale. Sempre per bocca di Grattarola si apprende che il Comune chiede un paio di giorni per riflettere, rendendo quindi vano l’incontro di domani tra Meroi e il rettore Alessandro Ruggieri.

A questo punto ci sarebbe stato d’aspettarsi un atto d’imperio della maggioranza di Meroi, che però non aveva i numeri per garantire il numero legale. Tutti a casa.